Dura la replica dell’eurodeputato M5S Giuseppe Antoci, che chiede più risorse per il sistema penitenziario.
Roma – Si accende il confronto sulle carceri dopo le dichiarazioni del procuratore di Palermo Maurizio De Lucia, secondo cui gli istituti di pena “non sono più sotto il controllo dello Stato”, quindi “le carceri non esplodono perché i detenuti non vogliono farle esplodere, il controllo appartiene solo alle organizzazioni criminali che vogliono lasciare le cose per come sono”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha duramente criticato le affermazioni del magistrato, definendole “di una gravità inaudita” e accusandolo di aver “perso il controllo di se stesso”.
Secondo il ministro, “è di una gravità inaudita che un procuratore offenda l’intero Corpo della Polizia Penitenziaria, che svolge il proprio dovere con il rischio della vita”. Nordio ha aggiunto che, qualora si siano verificati episodi isolati o situazioni patologiche, “un magistrato non può estenderli all’intero territorio nazionale”. Il guardasigilli ha inoltre sottolineato l’importanza di mantenere un clima di leale collaborazione tra istituzioni, ricordando il confronto in corso con la Procura nazionale antimafia, il Consiglio superiore della magistratura (Csm) e l’Associazione nazionale magistrati (Anm).
Alle parole del ministro ha replicato l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Antoci, componente della Commissione Giustizia del Parlamento europeo e presidente della Commissione Politica Dmed. Antoci ha definito le dichiarazioni di Nordio “surreali e spropositate”, sostenendo che il procuratore De Lucia abbia semplicemente evidenziato criticità già note del sistema penitenziario.

L’esponente pentastellato ha ricordato alcuni episodi di cronaca nei quali, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati impartiti ordini per attentati estorsivi o aggressioni direttamente dall’interno degli istituti di pena, ribadendo però di non mettere “in discussione la grande professionalità della Polizia Penitenziaria“, protagonista di numerosi sequestri di telefoni cellulari e strumenti di comunicazione illegali nelle carceri.
Antoci ha quindi invitato il ministro a concentrarsi sul rafforzamento degli organici della Polizia Penitenziaria e sul miglioramento delle condizioni degli istituti di pena, richiamando il problema del sovraffollamento carcerario. L’eurodeputato ha inoltre annunciato l’intenzione di avviare nei prossimi mesi una serie di visite nelle carceri italiane per verificare personalmente la situazione, ringraziare il personale penitenziario e raccogliere elementi sulle criticità presenti negli istituti.