Gli investigatori sarebbero ormai vicini a chiudere il cerchio attorno al gruppo criminale che ha ingannato 120 famiglie.
Cesenatico (Forlì-Cesena) – Arrivi in Riviera col sogno di una vacanza a prezzi stracciati e ti ritrovi davanti alla porta di un’agenzia di assicurazioni, con la valigia in mano e i bambini che piangono sotto il sole di agosto. È l’incubo vissuto da almeno 120 famiglie, italiane e straniere, cadute nella rete del cosiddetto “Residence Andrea” di viale Pascoli: una struttura che non è mai esistita, ma che qualcuno ha pubblicizzato online con foto accattivanti, prezzi fuori mercato e un sito perfettamente credibile. Il civico indicato ai vacanzieri, però, non ospita appartamenti: solo gli uffici di una compagnia assicurativa. Per il sindaco Matteo Gozzoli è una delle truffe più grandi mai viste sulla costa romagnola.
Il meccanismo, ricostruito dai carabinieri di Cesenatico che hanno già raccolto oltre cento denunce, è tanto semplice quanto spietato. I truffatori hanno rubato le fotografie di un appartamento reale, regolarmente registrato al portale nazionale degli affitti brevi, e le hanno usate per confezionare un annuncio irresistibile. Ad attirare le vittime erano soprattutto i prezzi stracciati: una settimana in altissima stagione anche a meno di 800 euro, il 50-60% in meno rispetto alla media. Un affare troppo bello per essere vero, come conferma un campanello d’allarme ignorato da molti: la struttura non aveva neppure una recensione.
Le storie delle vittime si somigliano tutte. C’è Anton, ucraino che da qualche anno vive a Norimberga dopo tre anni di guerra, arrivato in treno con la moglie e i due figli piccoli: “Avevamo pagato subito una quota, qualche centinaio di euro. Una signora del palazzo ci è venuta incontro e ci ha detto: il vostro residence non esiste, vi hanno truffato. I bambini si sono messi a piangere“. C’è Stella, partita da Bologna con marito e figli, che un sospetto lo aveva avuto: “Di solito chiedono una caparra del 30%, stavolta il 50%. Abbiamo versato in tutto 800 euro via PostePay”.
A tradire l’inganno anche la disponibilità sospetta del finto gestore, sempre pronto al telefono e premuroso. Le indagini raccontano di più interlocutori – a volte una donna, a volte un uomo – segno che dietro potrebbe esserci una banda organizzata. Gli investigatori sarebbero ormai vicini a chiudere il cerchio attorno al gruppo criminale: a breve, infatti, potrebbero emergere le identità dei responsabili del maxi-raggiro. I soldi finivano su carte prepagate attivate con documenti falsi, tra cui un conto intestato a un fantomatico “Teologus Siderius“, nome fittizio già comparso, secondo alcuni turisti, in una truffa simile di qualche anno fa in un’altra località della Riviera.
Di fronte al disastro, Cesenatico ha risposto con l’accoglienza. Circa 50 famiglie sono già state ricollocate, la domenica è stato aperto il Palazzo del Turismo con aria condizionata, acqua e servizi per i nuclei più numerosi, e diversi albergatori e campeggiatori hanno offerto posti gratuiti. Come Terzo Martinetti, titolare di un Camping Village, che ospita quattro famiglie nei bungalow senza chiedere un centesimo: “Hanno vissuto un’esperienza bruttissima, vogliamo dargli un’altra possibilità”.
“La Romagna è prima di tutto una terra ospitale”, ribadisce il sindaco Gozzoli, che annuncia la costituzione di parte civile del Comune per danno d’immagine se si aprirà un processo. Ma con l’avvicinarsi di Ferragosto i posti negli hotel scarseggiano e sistemare i nuovi arrivi diventa sempre più difficile. Intanto il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Forlì, il fenomeno tocca anche Milano Marittima e la politica si muove. Il consiglio, valido per tutti, resta uno solo: diffidare dei prezzi troppo bassi e verificare sempre le recensioni prima di pagare.