Immobilizzato e imbavagliato, anziano muore soffocato: arrestata la figlia

La donna, esausta per la gestione della grave demenza vascolare del padre, lo aveva legato al letto tappandogli la bocca.

Milano – Una misura di contenzione estrema e disperata, protratta per settimane nel tentativo di arginare una situazione ormai fuori controllo, si è trasformata in tragedia a Milano, in un appartamento di via Don Calabria, in zona Cimiano. Un uomo di 87 anni, affetto da una forma grave di demenza vascolare che gli provocava forti alterazioni comportamentali, ha perso la vita dopo essere stato immobilizzato e imbavagliato dalla figlia, che si occupava di lui giorno e notte.

La donna, 57 anni, è stata arrestata dai carabinieri con l’accusa di omicidio aggravato dal vincolo di parentela e trasferita nel carcere di San Vittore, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari, su disposizione del pubblico ministero di turno, Guido Schininà.

Secondo quanto emerso dalle indagini e confermato dalle dichiarazioni spontanee rese dalla stessa indagata, i metodi di contenzione andavano avanti da circa un mese. Per impedire che il padre urlasse a causa della malattia – e, a suo dire, per evitare tensioni e discussioni con i vicini disturbati dai continui lamenti -, la figlia aveva iniziato a legargli mani e piedi al letto con delle cinghie, inserendogli dei batuffoli di cotone in bocca e sigillandogli le labbra con del nastro adesivo. Domenica si è ripetuta la stessa sequenza: la donna ha immobilizzato il pensionato e si è spostata in un’altra stanza per sbrigare alcune faccende domestiche. Quando è rientrata per liberarlo, la situazione era purtroppo già compromessa. Slegato l’anziano e rimosso il materiale che ostruiva le vie respiratorie, per il padre non c’era più nulla da fare, poiché era ormai morto soffocato.

Resasi conto della gravità di quanto accaduto, è stata la stessa figlia a comporre il numero di emergenza, pronunciando parole cariche di drammaticità: “Venite subito, forse ho ucciso mio padre”. Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i sanitari del 118 e i carabinieri del nucleo radiomobile e della compagnia Monforte. I soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’anziano, mentre i militari hanno condotto la donna in caserma per l’interrogatorio.

Nell’appartamento sono intervenuti anche il medico legale e la sezione investigazioni scientifiche per i rilievi di rito. Il magistrato ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima per accertare con precisione l’esatta causa della morte. Interrogata dagli inquirenti, la cinquantaseienne ha assicurato di non aver mai avuto intenzione di uccidere il genitore, spiegando il suo gesto disperato come un tentativo maldestro di gestire un carico di cura e una patologia degenerativa ormai del tutto insostenibili.