“Hai diritto a un rimborso Irpef”: la truffa che svuota i conti

Nuova ondata di finte email a nome dell’Agenzia delle entrate. L’allarme dell’ente: pagine web clonate rubano codice fiscale e dati bancari.

Roma – Arriva un’email che promette soldi facili: un rimborso Irpef che vi spetterebbe di diritto, pronto per essere incassato. Basta un clic, il codice fiscale, l’anno d’imposta. Peccato che dall’altra parte non ci sia il Fisco, ma una banda di cybercriminali pronta a svuotarvi il conto. È l’ennesima truffa online che prende di mira i contribuenti italiani, e stavolta l’Agenzia delle entrate ha deciso di gridarlo forte: “Cestinate immediatamente quelle email”.

A lanciare l’allarme è lo stesso ente con un avviso ufficiale pubblicato sul proprio sito il 30 settembre. “In questi giorni si sta verificando una significativa riproposizione di una delle campagne di phishing a tema rimborsi Irpef già più volte incontrate”, si legge nel comunicato. Il meccanismo è sempre lo stesso, collaudato e insidioso: qualcuno si finge un ente pubblico per rubare dati personali, password e numeri di carte di credito.

Il trucco è una pagina web che imita in tutto e per tutto il portale istituzionale. All’utente basta inserire codice fiscale e annualità per “verificare lo stato di un rimborso cui si avrebbe diritto”. Un’esca perfetta, costruita sulla speranza di qualche centinaio di euro in arrivo. Dietro quella schermata, però, si nasconde solo la trappola.

La vera novità di questa ondata è il numero elevato di indirizzi web messi in campo dai truffatori. Nomi a dominio studiati a tavolino per richiamare l’Amministrazione finanziaria e non insospettire nessuno. Tra quelli segnalati dall’Agenzia figurano sigle come gov.irpeff.it.com, gov.agenzia.us.cc, agenziaentratel.shop e fiscale-gov.us.cc: tutti falsi, tutti pericolosi.

La vera novità di questa ondata è il numero elevato di indirizzi web messi in campo dai truffatori

C’è persino un dettaglio che, come ammette la stessa Agenzia, “se non si trattasse di tentativi di truffa, farebbe quasi sorridere“. Sul lato destro della schermata compare un avviso di “Connessione sicura” che invita a controllare che l’indirizzo appartenga al dominio ufficiale agenziaentrate.gov.it. Peccato che l’indirizzo sia evidentemente diverso: è la truffa stessa che, maldestramente, smaschera la propria finzione.

Il consiglio delle Entrate è netto. Davanti a email di questo tipo bisogna prestare massima attenzione e cestinarle subito, senza cliccare nulla. L’ente si dichiara del tutto estraneo a comunicazioni simili e ricorda che non chiede mai dati personali o bancari via email. In caso di dubbi, l’invito è a consultare la pagina “Focus sul phishing” sul portale ufficiale o a rivolgersi direttamente all’ufficio territorialmente competente.

Non è un episodio isolato. Già il 16 settembre l’Agenzia aveva diffuso un avviso analogo contro le stesse false promesse di rimborso: segno che la caccia al contribuente distratto non si ferma. La regola, in fondo, resta una sola: il Fisco non regala soldi via mail. E se un rimborso arriva davvero, non passa mai da un link.