Un turista israeliano è stato rapinato dell’orologio di lusso mentre stava salendo sul taxi per l’aeroporto.
Milano – Bastano pochi secondi, quelli che separano la porta di un hotel dal sedile di un taxi, per trasformare la fine di una vacanza nell’ennesima brutta cartolina di una città che non riesce a fermare la mano dei predoni di orologi. È accaduto nel primo pomeriggio di giovedì 13 agosto in via Silvio Pellico, a due passi dal Duomo e dalla Galleria, il salotto buono di Milano: un turista israeliano è stato avvicinato, spintonato e alleggerito in un istante del suo Rolex Daytona, un gioiello da 50mila euro. I due rapinatori sono spariti a piedi, in direzioni opposte, ingoiati dalla folla del centro.
Tutto è successo poco prima delle 15. L’uomo, in città insieme alla moglie, era appena uscito dall’albergo e si stava dirigendo verso un taxi diretto a Malpensa, dove lo aspettava il volo di rientro già prenotato. È in quel momento che due sconosciuti, descritti dalla vittima con tratti nordafricani, gli si sono fatti sotto. Prima lo spintone, poi una breve colluttazione, infine lo strappo secco al polso: il Rolex Daytona era già nelle loro mani.
Gli investigatori ipotizzano che i due possano aver pedinato il turista, aspettando il momento buono per colpire proprio mentre stava per salire in auto, con le mani occupate e la testa alla partenza. Un copione già visto decine di volte, quello dei cosiddetti “rolexari”, che a Milano hanno eletto il centro storico e le zone dello shopping a terreno di caccia preferito.
Sul posto sono arrivate in fretta le volanti della polizia, ma dei due ladri si erano già perse le tracce. Ora gli agenti puntano tutto sulle telecamere di videosorveglianza della zona, nella speranza che qualche fotogramma restituisca un volto o una direzione di fuga. La vittima, illesa ma con il volo alle porte, si è riservata di formalizzare la denuncia in un secondo momento.
Un altro orologio di lusso sparito nel nulla, un altro turista che porterà a casa il ricordo amaro di una Milano bella e insidiosa. E la solita domanda, sempre più difficile da eludere: quante volte ancora, all’ombra della Madonnina, un Rolex varrà più della sicurezza di chi la città la visita?