Dall’aspirapolvere sottratto in un negozio ai tentativi di scasso nei garage, tutti gli arresti sono stati convalidati.
Roma – Passamontagna, cacciaviti e persino un kit per testare l’oro in uno ‘starter pack’ per le incursioni notturne disegnano il repertorio restituito dagli ultimi interventi della polizia di Stato sul fronte della criminalità predatoria nella Capitale, che hanno portato a otto arresti.
Il catalogo di espedienti, da quelli più sofisticati ai più rudimentali, si arricchisce di bottini fuori formato e strumenti di fortuna.
La scena più vistosa arriva da via dei Castani, dove un cinquantatreenne romano avrebbe scelto un bottino tutt’altro che discreto: un aspirapolvere da quasi 700 euro, prelevato da un’attività commerciale ancora in fase di allestimento. Il titolare, accortosi del furto, lo avrebbe seguito fino a incrociare una volante, indicando agli agenti l’uomo che, poco più avanti, continuava ad allontanarsi con l’elettrodomestico tra le mani.
L’ingombro, difficile da sottrarre alla vista, è stato recuperato poco dopo e restituito al legittimo proprietario, mentre per il cinquantatreenne è scattato l’arresto per furto aggravato.
A Primavalle, invece, il colpo avrebbe trovato il suo capolinea ancora all’interno del garage preso di mira.
La segnalazione al NUE 112 parlava di tre uomini a volto travisato all’interno di un’autorimessa. Quando gli agenti dei Distretti Primavalle e Aurelio sono entrati, uno ha tentato la fuga, un altro è stato sorpreso accovacciato in un angolo, mentre il terzo aveva scelto il retro di una porta come riparo.
A completare la scena è stato il bottino individuato in una busta trasformata in una sorta di “ferramenta da asporto”, completa di pinze, tenaglie, cacciaviti, avvitatori, smerigliatrice, seghetto, martello, batterie, punte e altri utensili del valore complessivo di circa 500 euro. Per tutti è scattato l’arresto per furto aggravato in concorso.
Un kit con acido per testare l’autenticità dell’oro, passamontagna, guanti e cacciaviti compongono, invece, lo ‘starter pack’ rinvenuto in zona Aurelio al seguito di due uomini di origine rumena.
A notarli è stato un residente mentre, col volto travisato, tentavano di forzare alcuni box condominiali. Una volta scoperti, i due hanno scavalcato una recinzione nel tentativo di dileguarsi, ma le indicazioni fornite in real time al NUE 112 hanno accompagnato le pattuglie fino a via Cardinal Mistrangelo, dove sono stati fermati. Uno dei box presentava già i segni dell’effrazione, ma il colpo si era arrestato sulla soglia. Entrambi sono stati arrestati per tentato furto in abitazione aggravato in concorso.
A San Basilio, la dotazione per il colpo si sarebbe fatta decisamente più rudimentale. Nel mirino, questa volta, la vetrina di un salone di parrucchiere, che un ventiseienne romeno avrebbe tentato di infrangere prima con un tubo metallico e poi con un grosso sasso.
I rumori avrebbero svegliato un residente, che ha dato l’allarme. All’arrivo degli agenti delle Volanti, il giovane era ancora davanti all’esercizio con la pietra tra le mani. Dopo aver provato a disfarsene in una fioriera, ha tentato di allontanarsi ma è stato raggiunto e bloccato. È ora gravemente indiziato del reato di tentato furto aggravato.
Di tutt’altro passo l’episodio di via Andersen, dove il mancato bottino avrebbe finito per trasformare il tentativo di rapina in un inseguimento a piedi.
Un quarantatreenne albanese avrebbe colpito un lavoratore mentre stava scendendo dal furgone aziendale, tentando di strappargli lo smartphone. Poi, avrebbe continuato a inseguire la vittima a piedi, mentre si allontanava a bordo del mezzo.
Incrociato da una pattuglia delle Volanti nel corso dell’inseguimento, l’uomo è stato arrestato per tentata rapina, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’autorità giudiziaria.



