Elliott Erwitt, la mostra che svela l’uomo dietro l’obiettivo

Oltre cento fotografie e materiali inediti raccontano il lato privato del celebre fotografo, tra ironia, vita quotidiana e ricordi personali.

Bologna – Un occhio clinico, l’umorismo sottile e quell’inconfondibile tocco d’ingegno capace di cogliere l’attimo fuggente. Elliott Erwitt – scomparso nel 2023 ma vivo piu che mai nella memoria visiva di tutti noi – torna a far parlare di se sotto i portici dell’ombra delle Due Torri.

Dal 1° ottobre 2026 fino a fine febbraio 2027, le sale del Museo Civico Archeologico di Bologna spalancano le porte a “L’arte di osservare”. Non la solita sfilata di scatti patinati da copertina, ma un vero e proprio tuffo a capofitto dietro le quinte della sua vita.

A tenere le fila di questo racconto per immagini e Biba Giacchetti, grazie alla produzione targata Civita Mostre e Musei insieme ai Musei Civici bolognesi. L’idea chiave? Togliere per una volta il vestito della festa al fotografo mito e mostrare l’uomo in carne e ossa: il papa, il compagno di una vita, l’amico ironico e il globetrotter insaziabile. Insomma, chi c’era davvero dietro quel mirino.

In mostra c’e un centinaio di perle. Si va dai giganti della fotografia che tutti conoscono a memoria fino a un tesoro rimasto a lungo chiuso a doppia mandata nei suoi archivi personali, con pezzi mai visti prima dal grande pubblico.

Il bello sta proprio qui: scoprire che dietro i suoi scatti piu celebri non c’erano grandi artifici, ma semplici istanti di vita quotidiana presi al volo. Piccoli pezzi di puzzle personale che, per magia, finiscono per parlare la lingua di tutti.

Niente lezioni cattedratiche ne cronologie noiose. L’esposizione si vive come un viaggio dinamico, dove la memoria privata va a braccetto con la storia di un secolo intero, confermando quanto l’ironia e la sensibilita di Erwitt continuino a fare scuola.

Foto: New York City, 1974 © Elliott Erwitt