Da San Tommaso a Silvio Berlusconi, il Cdm vara i francobolli celebrativi per il 2024

Le storie si incrociano tra le “carte postali”: c’è Libero Grassi, simbolo della lotta al pizzo e Giacomo Matteotti da cui lui prese il nome.

Roma – Da San Tommaso a Marconi, da Puccini alla Duse, da Gentile a Matteotti. E, per restare tra i protagonisti della politica più vicini ai nostri tempi, dal ‘ministro dell’Armonia’, Tatarella, al fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Sono alcuni dei destinatari delle emissioni filateliche autorizzate oggi dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Inutile dire che il Cavaliere avrebbe con la sua sagace ironia, avrebbe lanciato una sua epocale battuta sul suo volto associato a quello di San Tommaso. Lasciando spazio a ogni fervida immaginazione sulle reazioni che la carta valore postale dedicata al leader di Forza Italia, la cosa certa è che il suo francobollo arriva a un anno dalla sua scomparsa.

In linguaggio tecnico, come recita il comunicato finale emesso da Palazzo Chigi, si parla di “carte-valori postali commemorative e celebrative per l’anno 2024“, il cui programma di emissione “viene elaborato dall’amministrazione sulla base delle proposte pervenute e delle rilevazioni effettuate d’ufficio”, “acquisito il parere non vincolante della Consulta per l’emissione delle carte-valori postali e la filatelia”.

Nella nota di Palazzo Chigi a fine Consiglio dei ministri, la carrellata di nomi celebri è lunga. Fra le emissioni commemorative, i francobolli indicati nello schema di decreto sono dedicati a Guglielmo Marconi, nel 150esimo anniversario della nascita dell’indimenticato inventore, imprenditore e ex senatore del Regno d’Italia. Poi c’è quello per San Tommaso d’Aquino, nel 750esimo anniversario della scomparsa, e quello dedicato Giacomo Puccini, compositore italiano considerato uno dei maggiori e più significativi operisti di tutti i tempi e autore di capolavori come la Tosca e la Boheme. Per Puccini siamo al centenario della sua scomparsa.

E ancora Giovanni Gentile, nell’80esimo anniversario della scomparsa: un francobollo è dedicato al filosofo, storcio e politico che fu, insieme a Benedetto Croce, uno dei maggiori esponenti del neoidealismo filosofico e italiano, nonché un importante protagonista della cultura italiana nella prima metà del XX secolo, e da ministro, artefice, nel 1923, della riforma della pubblica istruzione nota come Riforma Gentile. Figura di spicco del fascismo italiano, Gentile, seguito alla sua adesione alla Repubblica Sociale Italiana, fu ucciso durante la seconda guerra mondiale da alcuni partigiani dei GAP.

Per “par condicio”, nel novero dei protagonisti del francobollo c’è pure Giacomo Matteotti, nel centenario della scomparsa. Politico, giornalista e antifascista nonché segretario del Partito Socialista Unitario, fu rapito e assassinato il 10 giugno 1924 da una squadra fascista capeggiata da Amerigo Dumini, a causa delle sue denunce delle illegalità commesse dalla nascente dittatura di Mussolini. Il corpo di Matteotti fu ritrovato circa due mesi dopo l’omicidio, il 16 agosto 1924. Va ricordato che il 3 gennaio 1925, di fronte alla Camera dei deputati, Benito Mussolini si assunse pubblicamente la “responsabilità politica, morale e storica” del clima nel quale l’assassinio si era verificato.

Tra le carte-valori postali, spunta anche Giuseppe Tatarella, nel 25esimo anniversario della scomparsa: noto come “ministro dell’armonia”, fu il principale sponsor della destra riformista, il politico lungimirante che aveva immaginato, prima di ogni altro, la possibilità di una destra protagonista nel sistema bipolare. E non è un caso che sia stato proprio Sergio Mattarella, oggi Presidente della Repubblica, a commemorare per primo Tatarella, dopo la sua morte in una sala di Palazzo San Macuto. Ai loro due nomi sono legati i due sistemi elettorali che, insieme a quello attuale dei comuni, hanno meglio funzionato nella storia della Repubblica: il “Mattarellum”, il sistema prevalentemente maggioritario per la Camera e il Senato del 1993, e il “Tatarellum”, il sistema elettorale delle Regioni del 1995.

Un francobollo d’onore non poteva non esserci per Libero Grassi, nel centenario della nascita di quello che è stato l’imprenditore italiano ucciso da Cosa Nostra dopo essersi opposto a una richiesta di pagare il pizzo. È divenuto simbolo della lotta alla criminalità. E ironia della sorte, il suo nome è legato a un altro “celebre destinatario” della dedica del francobollo. Giacomo Matteotti. Nato a Catania, ma trasferito a 8 anni a Palermo, i genitori gli danno il nome di Libero, in ricordo del sacrificio di Matteotti. La sua famiglia infatti era antifascista e anche Libero ha maturato una posizione avversa al regime di Mussolini.

E ancora, tra gli eroi celebrati nelle carte valori postali, un omaggio è per Sante Zennaro, operaio e medaglia d’oro al valore civile conferitagli nel ’56, per aver perso la vita alla giovane età di 23 anni per salvare 94 alunni che erano stati presi in ostaggio insieme a tre insegnanti. Una storia che in pochi conoscono ma che vale la pena di ricordare: era il 10 ottobre 1956 quando due uomini armati entrarono nella scuola elementare di Terrazzano e presero in i bambini e le maestre, chiedendo come riscatto 200 milioni di lire (pari a oltre due milioni degli attuali euro). I due sequestratori erano i fratelli Santato: Egidio, da poco uscito dal manicomio, e Arturo. Sotto la scuola si radunarono forze dell’ordine, le famiglie dei bambini e centinaia di rhodensi. Arrivò anche una troupe della Rai, che seguì per la prima volta un sequestro in diretta.

Le trattative andarono avanti per 6 ore, fino a quando Zennaro, il giovane operaio del Polesine emigrato a Milano per lavoro, decise di intervenire perché, conoscendo i due sequestratori era convinto di poterli spingere a desistere dal loro folle intendimento. Entrò da una finestra tramite una scala a pioli. Attraverso il suo intervento si riuscì a disarmare i malviventi senza spargimento di sangue, ma Sante morìvittima dei proiettili dei poliziotti che lo avevano colpito per errore. E ancora, il maestro Alberto Manzi, nel centenario della nascita, maestro di “Non è mai troppo tardi” e icona dell’istruzione italiana.

E ancora, c’è Franco Basaglia, nel centenario della nascita, noto psichiatra e neurologo che ha dato vita al movimento che ha portato all’approvazione della “legge Basaglia”, nel 1978, e alla chiusura dei manicomi, insieme ai momenti più importanti di una lunga stagione di battaglie per la tutela dei diritti delle persone che vivono in condizioni di disagio psicologico e psichiatrico. E infine, Eleonora Duse, musa ispiratrice di Gabriele D’Annunzio soprannominata la divina, è considerata la più grande attrice teatrale della sua epoca e una delle più grandi di tutti i tempi, simbolo indiscusso del teatro moderno.

“Nelle precedenti edizioni del Piano erano stati realizzati francobolli commemorativi per David Sassoli e Franco Frattini”, ricorda Palazzo Chigi. “Fra le emissioni celebrative, i francobolli indicati nello schema di decreto sono dedicati agli Accordi di Villa Madama, nel 40esimo anniversario, congiunto con lo Stato di Città del Vaticano; prima legge sui brevetti, nel 550esimo anniversario; Associazione Nazionale Bersaglieri, nel centenario; il viaggio: il giro del mondo della Nave Amerigo Vespucci e Marco Polo, nel 700esimo anniversario della scomparsa; presidenza italiana del G7; Fondazione Venezia per la ricerca della Pace, nel 25esimo anniversario, congiunto con lo Stato Città del Vaticano; Corpo della Guardia di Finanza, nel 250esimo anniversario dell’istituzione; Europa 2024″.

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