Oltre 2.300 operazioni aeronavali, sequestri, sanzioni e controlli su imbarcazioni: intensificata l’attività lungo le coste laziali e nelle acque territoriali.
Civitavecchia – Nel 2025, la componente Aeronavale laziale, facente capo al Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia, a mezzo dei propri Reparti dipendenti, quali la Stazione Navale di Civitavecchia, la Sezione Aerea di Pratica di Mare e le Sezioni Operative Navali alle sedi di Roma, Anzio e Gaeta, ha garantito una costante presenza in mare ed in cielo, attraverso specifici pattugliamenti costieri e voli operativi, effettuando 2393 missioni, per totali 10.587 ore di navigazione e 485 ore di volo performate.
Nello specifico, sono state sottoposte a controllo 1570 imbarcazioni, tra unità da diporto e da pesca, ed identificate 405 persone. Sono stati elevati circa 2000 verbali per violazioni in materia di codice della navigazione, codice della nautica da diporto e in materia di Pesca.
In quest’ultimo ambito sono stati molteplici gli interventi dedicati al bracconaggio ittico, pratica purtroppo molto diffusa che arreca ingenti danni all’ecosistema marino e ai consumatori. Sono stati, infatti, oltre 150 i sequestri effettuati per attrezzi non consentiti, o comunque non conformi, rispetto alle normative vigenti ed utilizzati illecitamente anche per la cattura di esemplari appartenenti a specie ittiche protette. Le attività in mare, concentrate in particolar modo nel periodo estivo, hanno permesso di individuare fenomenologie di evasione legate all’esercizio di attività di locazione e noleggio effettuale in maniera completamente abusiva, in assenza di ogni qualsivoglia titolo autorizzativo.
Oltre 530 sono stati gli interventi volti al controllo economico del territorio, orientati all’individuazione di situazioni di sproporzione, tra il reddito dichiarato e il possesso di mezzi navali di pregio, con sanzioni irrogate di oltre 100.000 euro. Oltre 420 sono state, inoltre, le attività in mare a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, eseguite su direttive dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, per eventi di particolare risalto o a tutela di personalità di rilievo.
Sul versante della tutela delle coste, sono stati effettuati 70 controlli sul demanio marittimo e 51 controlli a tutela dell’ambiente. Nell’ambito di tali attività sono stati individuati 12 lavoratori in nero, elevati oltre 640 verbali e operati 36 sequestri, tra cui 1 cantiere edile, un’area di circa 30.000 mq, 2 manufatti e una carabina.
Risultati dell’operazione “summer in sight” 2026.
Nell’ambito delle attività di polizia del mare e di controllo economico-finanziario delle coste laziali disposte dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia, in previsione dell’avvio della stagione estiva 2026, la Stazione Navale di Civitavecchia e la Sezione Aerea di Pratica di mare hanno avviato un piano coordinato di controlli in chiave preventiva, che ha riguardato, trasversalmente, la sicurezza e i settori dell’economia legati all’utilizzo della risorsa mare.
Le attività si sono focalizzate sull’intensificazione, su tutte le acque e le coste laziali, isole comprese, dell’azione di vigilanza, attraverso un costante e coordinato impiego delle unità navali e dei mezzi aerei dei Reparti navali di Civitavecchia, Pratica di mare, Roma, Anzio e Gaeta. Dall’inizio dell’anno, infatti, la componente Aeronavale laziale ha sottoposto a controllo 564 unità navali e identificato oltre 627 persone.
I controlli eseguiti in mare, hanno consentito di individuare numerose situazioni meritevoli di approfondimento, 113 delle quali si sono concluse con l’accertamento di irregolarità e la contestazione di sanzioni amministrative per circa 95.000 euro.
I dati e le informazioni raccolti durante le attività in mare sono stati, successivamente, approfonditi attraverso specifiche attività investigative e valorizzati attraverso l’incrocio delle banche dati in uso al Corpo. Tali attività hanno consentito di far emergere numerosi fenomeni di evasione fiscale nonché diverse violazioni della normativa doganale nel settore della nautica da diporto.
In tema di Noleggio occasionale di imbarcazioni da diporto, le attività investigative hanno permesso di avviare mirati controlli, a seguito dei quali sono state riscontrate violazioni in materia di dichiarazione dei redditi per proventi non dichiarati per un importo totale di € 191.019, l’omessa dichiarazione e versamento dell’imposta per un totale di € 40.651,00.
Le attività investigative sviluppate dalla componente Aeronavale del Corpo hanno consentito di individuare anche numerosi casi di omessa dichiarazione dei redditi, ai fini del monitoraggio fiscale, delle attività patrimoniali non detenute in Italia, con particolare riferimento a 14 imbarcazioni da diporto, registrate sotto bandiera estera, per un valore complessivo pari a euro 1.821.500,00. Le violazioni accertate hanno comportato la contestazione di sanzioni amministrative comprese tra un minimo di euro 155.605,00 e un massimo di euro 779.025,00.
Parallelamente, i controlli e gli approfondimenti eseguiti presso gli approdi turistici, porti e strutture dedicate alla nautica, hanno permesso di accertare ulteriori violazioni fiscali connesse all’omessa dichiarazione dei redditi derivanti dalla locazione “in nero” di posti barca e di altre unità portuali.
L’incrocio dei dati ha consentito di individuare così una base imponibile occultata pari a euro 351.327,00 e un’evasione di imposte dirette (IRPEF/IVA) quantificata in euro 117.187,00, con conseguente contestazione di sanzioni amministrative pari a euro 80.762,00.
Nel medesimo contesto operativo sono stati, inoltre, eseguiti mirati controlli in materia doganale che hanno consentito di individuare 3 imbarcazioni, per un valore complessivo pari a euro 12.362.500,00, utilizzate nelle acque dell’Unione Europea in violazione della normativa doganale unionale, attraverso condotte finalizzate all’evasione dei diritti di confine e della relativa IVA all’importazione, quantificata complessivamente in circa 3 milioni di euro. Le unità navali individuate sono state sottoposte a sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
Nell’ambito delle attività a contrasto dell’evasione fiscale e contributiva, con particolare riferimento all’economia sommersa, lavoro nero e irregolare, i finanzieri del comparto Navale hanno, inoltre, eseguito specifici controlli a tutela del demanio marittimo, finalizzati alla verifica del corretto utilizzo delle aree demaniali e del regolare assolvimento degli obblighi tributari connessi alle concessioni.
Gli accertamenti svolti hanno consentito di sottoporre a sequestro diverse aree occupate tra cui, di rilievo, appare una di 22.980 mq e oltre 5.700 mq di specchio acqueo appartenente al Demanio dello Stato occupato senza alcun titolo concessorio.
Le attività di servizio hanno permesso di individuare un’evasione pari ad oltre 1.700.000 euro tra omessi versamenti di canoni/indennizzi e tributi evasi. In un caso è stata applicata la misura della sospensione dell’attività per l’impiego irregolare di personale dipendente con conseguente applicazione della maxi sanzione per lavoro nero da euro 7.800,00 a euro 46.800,00.
Nel settore della tutela ambientale, attraverso il supporto degli elicotteri della Sezione Aerea di Pratica di mare, è stato possibile individuare con attente rilevazioni dall’alto, a mezzo di una specifica sensoristica dedicata, una serie di situazioni ambientali i cui sviluppi operativi hanno portato all’individuazione ed al successivo sequestro di 3 aree private per una superficie totale complessiva di circa 2.700 mq nella disponibilità di una carrozzeria, sulle quali è stata rilevata della presenza di un ingente quantitativo di rifiuti speciali pericolosi (carcasse di autovetture, parti di ricambi in disuso etc.), 1 pontile di circa 30 mq insistente su area golenale demaniale nella disponibilità di un cantiere navale, realizzato con riempimento di rifiuti speciali non pericolosi.
Per quanto attiene il fenomeno del bracconaggio ittico, sono stati individuati 6 pescatori di frodo ed elevate sanzioni amministrative pari a circa € 40.000,00, con sequestro delle varie attrezzature da pesca illecitamente utilizzate. Le mirate attività, finalizzate, alla tutela delle risorse ittiche ed alla repressione della pesca illegale hanno permesso, tra l’altro di segnalare all’AG un soggetto per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, in quanto impiegava illecitamente a bordo dell’unità da pesca un cittadino extracomunitario.
A seguito di ulteriori controlli svolti nei porti e in mare, è stata individuata e sottoposta a sequestro, un’imbarcazione battente bandiera estera, del valore di €600.000,00 alla luce di alcune irregolarità riscontrate in ordine ai certificati di iscrizione presentati all’atto del controllo in mare. All’esito degli approfondimenti svolti, venivano deferiti n. 2 cittadini di nazionalità svizzera procedendo, contestualmente, al sequestro preventivo dell’imbarcazione in questione.
Particolare attenzione è stata rivolta alla prevenzione e contrasto agli illeciti in materia ambientale, svolte in sinergia con l’ARPA Lazio, che hanno portato al sequestro preventivo di nr. 4 aree nel sud pontino interessate dall’abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non. Anche in questo caso, parte dei siti sottoposti a misura cautelare, sono stati individuati dalla Sezione Aerea di Pratica di Mare, grazie l’avanzata tecnologia presente a bordo degli aeromobili in uso al Corpo.
Sulla tematica, di particolare interesse per la salute pubblica, è utile riportare il sequestro preventivo di un’area insistente nel basso Lazio interessata dall’interramento illecito di rifiuti speciali a cura di un operatore economico della zona il quale, nello spregevole intento di contenere i costi relativi allo smaltimento dei suddetti rifiuti, ha posto in essere la condotta di cui sopra, arrecando danni ingenti al terreno ed alle vicine falde acquifere.
La Sezione Operativa Navale di Gaeta ha, inoltre, concluso una complessa attività d’indagine concernente i furti di natanti avvenuti in particolar modo tra i comuni di Gaeta e Terracina. Il fenomeno, la cui recrudescenza si era acuita in maniera significativa durante lo scorso periodo estivo, ha portato, all’esito di complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Cassino, all’individuazione a al deferimento e successivo rinvio a giudizio di un soggetto già gravato da numerosi precedenti in materia di reati contro il patrimonio e già noto alle forze di polizia.
L’operato delle Fiamme Gialle appartenenti al Reparto sud pontino si è sviluppato anche sulla verifica dei corretti adempimenti da parte dei titolari di concessioni demaniali. Nel particolare settore, sono stati denunciati, alle Procure rispettivamente competenti, n. 6 soggetti in quanto, a vario titolo, si sono resi responsabili di violazioni perpetrate sul demanio marittimo e fluviale.
Particolare riguardo è stata posta anche all’intensificazione dei controlli alle isole pontine, dove la perfetta integrazione tra la componente navale e quella territoriale, ha permesso, recentemente, di effettuare uno dei sequestri di stupefacenti più ingente mai operato sull’isola di Ponza. Le attività investigative congiunte hanno permesso, così, di individuare e sottoporre a sequestro circa 300 panetti di sostanza stupefacente, occultata in un anfratto difficilmente raggiungibile via terra.




