Trovate solo ossa animali e bottiglie. Il prefetto di Roma Giannini: “Non sono emersi elementi rilevanti da un punto di vista investigativo”.
Roma – Si chiudono senza esito le ricerche condotte nella Casa del Jazz a Roma. Gli scavi avviati lo scorso 13 novembre 2025 nei tunnel sotterranei dell’immobile non hanno portato a nessuna scoperta rilevante: niente resti umani, niente oggetti riconducibili al giudice Paolo Adinolfi né a Emanuela Orlandi. A certificarlo è stata un’antropologa, che ha confermato come le uniche ossa rinvenute appartengano ad animali, insieme ad alcune bottiglie.
Lo ha annunciato il prefetto di Roma Lamberto Giannini nel corso della conferenza stampa conclusiva svoltasi in Prefettura, alla presenza, tra gli altri, di Pietro Orlandi, fratello della quindicenne vaticana scomparsa il 22 giugno 1983.
Gli scavi hanno interessato complessivamente 25 metri di gallerie sotterranee: ai cunicoli già esplorati dagli speleologi se ne sono aggiunti altri quindici, fino al collegamento con un secondo sistema di gallerie che conduceva a un campo sportivo per ulteriori dieci metri. Verificato anche un pozzo interrato, anch’esso senza esito.
L’immobile era appartenuto a Enrico Nicoletti, ritenuto il cassiere della Banda della Magliana. Diversi magistrati, a partire dall’ex giudice Guglielmo Muntoni, erano convinti che proprio sotto quell’edificio potesse trovarsi il corpo del collega Adinolfi. “Ci siamo tolti il dubbio dopo trent’anni – ha commentato Muntoni – Resto dell’idea che questa galleria potesse essere stata utilizzata per nascondere qualcosa”. Il prefetto Giannini ha difeso la scelta di procedere con le ricerche: “Per civiltà giuridica non si poteva lasciare un punto interrogativo su persone scomparse nel nulla”.
Nel corso delle indagini era emersa anche l’ipotesi che nei tunnel potessero trovarsi resti riconducibili a Emanuela Orlandi, al punto che la commissione parlamentare aveva inoltrato una lettera alla Prefettura chiedendo di essere informata immediatamente su eventuali ritrovamenti. Un’ipotesi ora definitivamente tramontata. Resta invece ancora avvolto nel mistero il caso Adinolfi: movente, responsabile e dinamica del delitto rimangono senza risposta.