Borseggi e controlli a tappeto nelle strutture ricettive

Le verifiche hanno interessato alberghi e pubblici esercizi, con accertamenti su persone già note per reati contro il patrimonio.

Venezia – Nell’ambito del costante potenziamento dei servizi di prevenzione e controllo del territorio finalizzato al monitoraggio delle strutture ricettive, dei pubblici esercizi e della presenza sul territorio di soggetti dediti ad attività illecite, la polizia di Stato di Venezia ha predisposto un servizio straordinario sul territorio veneziano, coordinato dalla Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza con la collaborazione dei Commissariati di San Marco, Mestre, Marghera, Chioggia e Portogruaro.

Nel corso delle operazioni sono state complessivamente identificate e controllate 135 persone. Inoltre, l’attività ha interessato 12 attività commerciali tra strutture ricettive e pubblici esercizi, situate a Mestre, Marghera, Campalto e Salzano e segnalate come possibili basi di appoggio per i “trasfertisti”.

In particolare, un gestore di una struttura ricettiva è stato denunciato all’autorità giudiziaria per omessa o ritardata comunicazione delle generalità delle persone alloggiate, mentre nei confronti di un altro albergatore sono in corso accertamenti amministrativi.

Tra i soggetti sottoposti a verifica, sono stati identificati 7 cittadini dell’est Europa già gravati da precedenti specifici in materia di reati contro il patrimonio, mentre un uomo di origine nordafricana, nei confronti del quale era stata disposta la misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Caserta, è stato accompagnato presso gli uffici di polizia per approfonditi accertamenti, svolti in raccordo con l’Ufficio Immigrazione, all’esito dei quali è stato segnalato all’autorità giudiziaria per inosservanza del provvedimento a suo carico.

La Divisione Anticrimine della Questura di Venezia, considerati i numerosi precedenti dei soggetti identificati per reati contro la persona e il patrimonio, sta predisponendo i provvedimenti di D.A.C.UR., che verranno emanati dal Questore di Venezia, Antonio Sbordone.