In autostrada, in appena 96 ore, il prezzo medio dei carburanti è sceso di ben 13 centesimi al litro. Dal 6 ottobre in vigore le “accise mobili”.
Roma – Una boccata d’ossigeno inaspettata per le tasche degli automobilisti italiani, che dopo mesi di stangate e picchi record tornano (quasi) a respirare ai distributori. Oltre alla scia degli sconti aggressivi avviati dai principali marchi petroliferi (Eni, IP e Q8), i prezzi di benzina e gasolio hanno registrato un drastico calo negli ultimi quattro giorni, toccando flessioni particolarmente marcate lungo le tratte autostradali.
A fotografare l’inversione di tendenza è un report del Codacons elaborato sui dati ufficiali pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). L’analisi evidenzia una sensibile forbice tra le arterie autostradali e la viabilità ordinaria: lungo le autostrade, in appena 96 ore, il prezzo medio del gasolio è precipitato di ben 13,1 centesimi al litro, accompagnato da una discesa quasi speculare della benzina verde (-13,2 centesimi). Sulla rete urbana ed extraurbana il ribasso è stato più contenuto ma comunque significativo, con il diesel in calo di 9,2 centesimi e la benzina giù di 7,5 centesimi al litro.
In termini pratici, i calcoli dell’associazione dei consumatori tradiscono un risparmio immediato alla pompa: fare un pieno da 50 litri in autostrada costa oggi circa 6,60 euro in meno, sia per i veicoli a benzina che per quelli a gasolio. Sulla rete ordinaria il risparmio medio si attesta invece a 4,60 euro su un pieno di diesel e a 3,75 euro per le auto a verde.
Un segnale positivo che rischia tuttavia di essere una parentesi a breve termine. A gettare un’ombra sul calo dei prezzi è la scadenza imminente delle misure fiscali temporanee. Il prossimo 5 ottobre arriverà infatti a termine il taglio straordinario delle accise di 6,1 centesimi al litro applicato al gasolio. A partire dal giorno successivo, 6 ottobre, entrerà ufficialmente in vigore la disciplina delle “accise mobili”, il meccanismo che punta a calmierare i prezzi riducendo l’imposta fissa quando l’IVA incassata dallo Stato sale a causa dei rincari del petrolio.
Nonostante l’effetto degli sconti, la posizione del Codacons resta vigile: le riduzioni di questi giorni rappresentano un passaggio importante, ma non ancora sufficiente a compensare i mesi di prezzi gonfiati che hanno gravato sulle famiglie e sui costi di trasporto delle imprese.



