Il nuovo regolamento introduce regole più severe per i ritardi, la trasparenza sui bagagli e garanzie per le famiglie.
L’Unione Europea aggiorna le norme a tutela dei viaggiatori con il Regolamento 2026/2202, pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo anni di trattative. La riforma, i cui effetti principali si applicheranno dal mese di ottobre 2027, rivede in modo sostanziale la gestione dei ritardi, le procedure di rimborso e la trasparenza sulle tariffe aeree, estendendo al contempo alcune garanzie anche ad altri mezzi di trasporto come treni, autobus e navi.
La novità principale riguarda i ritardi dei voli: viene stabilita una soglia unica di tre ore oltre la quale scatta il diritto alla compensazione economica, compresa tra i 250 e i 600 euro a seconda della lunghezza della tratta. I passeggeri avranno nove mesi di tempo per presentare richiesta e i vettori saranno tenuti a rispondere entro un mese. Viene inoltre fatta chiarezza sulle “circostanze eccezionali” che esonerano le compagnie dai rimborsi, la cui responsabilità probatoria resterà a carico delle compagnie stesse. In presenza di attese sulla pista superiori alle due ore, gli aeromobili dovranno rientrare al gate per consentire la discesa dei passeggeri.
Per quanto riguarda i bagagli, la norma impone la massima trasparenza durante la fase di acquisto del biglietto. Le offerte mostrate dovranno includere di default le tariffe che comprendono il trolley da stiva o da cabina, ferma restando la gratuità di una borsa di piccole dimensioni da riporre sotto il sedile. Tra le altre misure figurano la possibilità di correggere gratuitamente piccoli errori nei dati della carta d’imbarco, l’obbligo di accettare ticket in formato cartaceo e il divieto di cancellare il volo di ritorno per chi non ha usufruito della tratta d’andata.
Il provvedimento rafforza anche l’assistenza alle persone con disabilità e vieta di applicare costi aggiuntivi per riservare posti vicini ai genitori e ai figli di età inferiore ai 14 anni. Un approccio simile è stato già recepito dal Regno Unito, che sta coordinando le proprie normative sui trasporti con quelle comunitarie per agevolare i flussi turistici. La riforma ha incontrato tuttavia la ferma opposizione di Ryanair, la cui dirigenza ha criticato l’introduzione di nuovi vincoli burocratici, mentre dai banchi del Parlamento europeo viene ribadito che il regolamento nasce per riequilibrare i rapporti di forza tra passeggeri e compagnie aeree.



