A Parona è scontro sulla Tari

L’opposizione accusa la Giunta di una gestione inefficiente dopo l’aumento del 34% della tassa sui rifiuti.

Parona (Pavia) – Non si placa la polemica sull’aumento del 34% della Tari approvato dal Comune di Parona. Dopo le dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente e al Bilancio Marco Lorena, che durante l’ultimo Consiglio comunale ha difeso il rincaro confrontando i costi sostenuti dai cittadini con quelli di Cremona, arriva la dura replica del gruppo consiliare di opposizione “Insieme per Parona”.

Secondo l’assessore, i residenti di Parona pagherebbero in media 172 euro pro capite contro i 192 euro sostenuti da un cittadino cremonese. Un paragone che, per l’opposizione, dimostrerebbe invece l’esatto contrario: “Un clamoroso boomerang che certifica l’inefficienza gestionale della Giunta Bovo-Moretti-Lorena”.

Nel comunicato diffuso dal capogruppo Renato Soffritti, l’opposizione sostiene che Parona beneficia di una condizione favorevole grazie alla convenzione legata all’inceneritore, che azzera i costi di smaltimento dei rifiuti fino a 800 tonnellate annue.

Secondo “Insieme per Parona”, mentre un cittadino di Cremona sostiene circa 49 euro pro capite per lo smaltimento, i residenti di Parona non avrebbero questo costo. Per questo motivo, sempre secondo l’opposizione, la differenza finale di appena 20 euro tra i due Comuni sarebbe il segnale di una gestione poco efficiente del servizio.

La critica si concentra soprattutto sui costi della raccolta e del trasporto dei rifiuti. Citando i dati ISPRA 2024, il gruppo consiliare afferma che Cremona, con circa 71 mila abitanti, sostiene un costo logistico di 44,47 euro per abitante, mentre Parona, con circa 1.800 residenti, arriverebbe a 76,01 euro pro capite. Per l’opposizione, se il Comune raggiungesse livelli di efficienza analoghi a quelli del capoluogo lombardo, la Tari potrebbe scendere fino a circa 120 euro per abitante.

Un altro punto contestato riguarda la ripartizione dei costi tra utenze domestiche e non domestiche. Secondo “Insieme per Parona”, le attività produttive e commerciali genererebbero il 72,6% dei rifiuti complessivi, mentre le famiglie produrrebbero il restante 27,4%.

Nonostante ciò, sostiene l’opposizione, le utenze domestiche contribuirebbero a coprire oltre il 41% dei costi del servizio. Nel comunicato si richiama inoltre quanto emerso durante il Consiglio comunale, dove sarebbe stato evidenziato che alcune realtà industriali e il centro commerciale presenti sul territorio non differenzierebbero correttamente i rifiuti, contribuendo all’aumento dei quantitativi raccolti.

Il gruppo consiliare punta infine il dito contro la procedura di approvazione del Piano economico finanziario della Tari. Secondo quanto riportato nella nota, la Relazione di validazione richiamerebbe la mancata trasmissione da parte del gestore Sangalli della documentazione contabile necessaria per verificare alcuni dati economici. Per questo motivo l’opposizione ritiene che l’aumento sia stato approvato senza un quadro completo dei costi effettivi del servizio.

“Insieme per Parona” conclude sostenendo che il Comune, anche alla luce di un avanzo di amministrazione di quasi 3 milioni di euro, avrebbe potuto evitare l’incremento della tassa sui rifiuti. Per il gruppo guidato da Renato Soffritti, il rincaro rappresenta “una precisa scelta politica” che penalizza le famiglie del paese.