Le verifiche hanno portato alla scoperta di 27 lavoratori senza contratto e 32 irregolari, con proposte di sospensione per 14 attività.
Varese – Prosegue incessante l’impegno della Guardia di Finanza volto alla tutela della collettività e della legalità economico-finanziaria nonché alla prevenzione e alla repressione delle violazioni in materia di “lavoro sommerso”.
Nel corso degli ultimi due mesi, l’azione svolta dalle Fiamme Gialle di Varese nello specifico settore ha permesso, nel corso di 29 controlli eseguiti, di individuare ben 27 lavoratori in nero e 32 irregolari.
Le attività hanno riguardato principalmente bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, macellerie, fruttivendoli, pensioni per cavalli, campeggi e imprese di pompe funebri ubicate nei comuni di Varese, Gallarate, Sesto Calende, Arsago Seprio, Cassano Magnago, Luino, Castellanza, Portovaltravaglia, Cantello, Malnate, Arcisate, Induno Olona, Cuasso al Monte, Busto Arsizio, Lonate Pozzolo, Samarate, Olgiate Olona.
Le posizioni dei lavoratori individuati sono state approfondite sotto il profilo contrattuale, previdenziale, assicurativo e fiscale senza tralasciare la verifica della legittimità del soggiorno sul territorio nazionale dei lavoratori stranieri identificati in sede di accesso, così come avvenuto nel corso di un controllo effettuato presso un negozio di telefonia mobile in occasione del quale è stato identificato un minorenne, di nazionalità cinese, regolarmente soggiornante, impiegato con la mansione di accoglienza clienti. Il titolare del predetto esercizio commerciale è stato, pertanto, deferito alla competente Procura della Repubblica per il reato di cui all’art. 26, comma, 2 della L. 977/67 (legge sulla tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti).
Tra gli altri controlli più rilevanti si segnalano quelli effettuati nei confronti di una macelleria di Arsago Seprio (VA), presso la quale veniva impiegato, “in nero”, un soggetto indebito percettore di indennità di disoccupazione (NaSpI) e di due pompe funebri, operanti nell’alto varesotto, con ben 15 lavoratori “irregolari” ed uno totalmente “in nero”.
In ragione delle specifiche violazioni accertate, ai datori di lavoro, sono state applicate sanzioni amministrative per un ammontare complessivo che vanno da un minimo di euro 84.740 a un massimo di euro 538.940. Inoltre, nei confronti di 14 attività imprenditoriali, è stata avanzata, all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Varese, la proposta di adozione di un provvedimento di sospensione, essendo stato riscontrato che più del 10 per cento dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risultava occupato, al momento dell’accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro.



