La Venere con cane e suonatore d’organo sarà protagonista di una mostra speciale tra pittura, musica e strumenti del Rinascimento.
Verona – Un capolavoro di Tiziano lascia temporaneamente Madrid e arriva in città per una mostra internazionale che celebra i cento anni del Museo di Castelvecchio. Dal 31 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 sarà possibile ammirare la Venere con cane e suonatore d’organo, proveniente dal Museo del Prado, protagonista di un’esposizione che mette insieme pittura, musica e cultura rinascimentale.
L’iniziativa, intitolata La Venere di Tiziano e il Rinascimento musicale. Musica per gli Occhi dal Museo del Prado alla Città di Verona, nasce dalla collaborazione tra le istituzioni culturali veronesi e il museo madrileno. Un rapporto consolidato negli anni, rafforzato anche dalla grande mostra dedicata a Paolo Caliari, detto il Veronese, organizzata a Madrid nel 2025.
Il dipinto di Tiziano sarà il fulcro di un percorso che riunisce circa trenta opere, tra quadri, sculture, strumenti musicali, libri antichi e spartiti originali. In arrivo anche importanti prestiti dagli Uffizi di Firenze, dall’Accademia Filarmonica di Verona e da diverse biblioteche e istituzioni musicali italiane.
Al centro della mostra c’è il rapporto tra musica e bellezza, un legame particolarmente forte nel Rinascimento. All’epoca le note non erano soltanto un passatempo per le corti: rappresentavano l’amore, l’armonia dell’universo e la ricerca della conoscenza. Tiziano riuscì a tradurre tutto questo in un’immagine di straordinaria raffinatezza.
Nel dipinto, una donna nuda è distesa su un letto mentre un organista, distratto dalla sua bellezza, interrompe per un momento l’esecuzione. Lei, però, rivolge lo sguardo a un cagnolino che cerca la sua attenzione. Un dettaglio tutt’altro che casuale, che cambia il significato della scena e introduce una riflessione sul desiderio, sulla fedeltà e sulla contemplazione.
A rendere ancora più interessante l’opera sono le indagini diagnostiche, che hanno permesso di scoprire come il pittore abbia modificato la composizione durante la realizzazione. In una prima versione anche la donna guardava il musicista. Successivamente Tiziano inserì il cane e cambiò la direzione del suo sguardo, dando vita a un gioco di significati molto più articolato.
Accanto al capolavoro del Prado troveranno spazio anche la Contesa delle Muse e le Pieridi di Jacopo Tintoretto e l’Autoritratto con spinetta di Marietta Robusti, figlia di Tintoretto, pittrice e musicista. Non mancheranno dipinti di artisti legati a Verona, tra cui Girolamo Dai Libri, Bonsignori, Giolfino e Zelotti, insieme a opere del fiammingo Ambrosius Benson.
Ma la particolarità dell’esposizione non si ferma alle tele. Saranno infatti presentati anche alcuni strumenti musicali realmente raffigurati nei dipinti, tra cui cornetti e flauti rinascimentali, oltre a manoscritti, libri di madrigali e partiture originali provenienti dall’Accademia Filarmonica di Verona, considerata la più antica accademia musicale d’Europa. In questo modo i visitatori potranno vedere da vicino gli oggetti che accompagnavano la vita musicale del Cinquecento.
E non sarà soltanto una questione di sguardi. Grazie alla collaborazione con il Conservatorio E. F. Dall’Abaco, il programma prevede concerti dal vivo nella sala espositiva, con strumenti storici e musiche eseguite dagli studenti del Dipartimento di musica antica. A completare l’esperienza ci sarà anche una sonorizzazione originale degli ambienti, realizzata dagli allievi della classe di Musica elettronica.
La mostra, promossa dal Comune di Verona con il Museo del Prado e l’Accademia Filarmonica come partner scientifici, si inserisce nelle celebrazioni per il centenario di Castelvecchio. Un progetto che punta a far riscoprire il Rinascimento attraverso più linguaggi, riportando idealmente in vita le melodie nascoste nei dipinti. E per chi ama Tiziano, poter ammirare a Verona un’opera normalmente custodita a Madrid è un’occasione davvero fuori dal comune.



