Tra un carrello della spesa sempre più caro e dati Istat da allarme rosso, l’esecutivo rilancia l’ipotesi di far scegliere lettere e cifre della propria auto.
Mentre una parte sempre più ampia del Paese si trova a fare i conti con stipendi bloccati, inflazione e una povertà diffusa, dal governo arriva la proposta destinata a colpire i proprietari di veicoli: la possibilità di scegliere la combinazione di lettere e numeri sulla targa della propria automobile. Per una cifra complessiva di 600 euro, che scende a 360 euro per i motoveicoli, i cittadini avranno la facoltà di richiedere un codice alfanumerico su misura.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presentato la novità durante l’illustrazione della Manovra, invitando gli italiani a dare libero sfogo alla propria fantasia. Un’iniziativa pensata per portare un pizzico di stravaganza nei garage italiani, ma che al cospetto degli ultimi indicatori sociali appare del tutto scollata dalle reali priorità economiche delle famiglie.
I dati diffusi dall’Istat tratteggiano infatti uno scenario preoccupante in cui oltre 5,6 milioni di persone vivono in condizione di povertà assoluta, segnando un massimo storico per il nostro Paese. Tra le fasce più colpite spiccano le famiglie con figli e i minori, oltre un milione dei quali non ha accesso ai beni e ai servizi essenziali per la sussistenza. In questo contesto, segnato dalla perdita del potere d’acquisto e dal peso dei rincari quotidiani, l’idea di spendere centinaia di euro per una vanity plate rischia di essere percepita come una trovata surreale.
La misura, già introdotta in linea teorica nel 2002 ma mai attuata per assenza dei decreti necessari, trova spazio all’interno delle disposizioni del nuovo Codice della strada. I costi prevedono un importo base di 500 euro per la coppia di targhe, a cui si somma un ulteriore balzello del 20 per cento destinato direttamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le regole stabiliscono inoltre che la combinazione resti vincolata al veicolo, per cui in caso di vendita o cambio auto chi vorrà mantenere un segno distintivo dovrà sborsare nuovamente l’intera somma per una nuova targa personalizzata.
Nel quadro delle misure sui trasporti l’esecutivo rivendica anche la conferma della misura sul bollo per i mezzi di piccola e media cilindrata fino a 80 kilowatt. Resta tuttavia stridente il contrasto tra una quotidianità segnata dai sacrifici di milioni di persone e l’attenzione riservata a un optional di lusso destinato a chi non ha problemi di bilancio familiare.



