Il dramma a Postumia, in Slovenia: la vittima aveva 74 anni. Il figlio 47enne è stato bloccato grazie a un controllo sulla targa.
Udine – Una casa avvolta dalle fiamme, il corpo di un’anziana madre riverso sul pavimento del garage e un figlio sparito nel nulla. Si è chiusa in meno di ventiquattr’ore, sulle strade del Friuli, la fuga di Robert Tomšič, 47enne sloveno sospettato di aver ucciso la madre Stanislava, 74 anni, nell’abitazione che i due condividevano a Malo Ubeljsko, piccola frazione alle porte di Postumia. A fermarlo, a Latisana, sono stati i carabinieri del Radiomobile, che lo hanno bloccato prima che potesse far perdere le proprie tracce.
L’allarme è scattato poco prima delle 9 di giovedì 22 ottobre, quando i vigili del fuoco sloveni sono stati chiamati per un incendio in una casa a due piani. Una volta domate le fiamme, i soccorritori si sono trovati davanti a una scena agghiacciante: il corpo parzialmente carbonizzato della donna, a terra nel garage. All’interno dell’abitazione i pompieri hanno individuato più focolai distinti, un dettaglio che ha subito fatto pensare al peggio.
Secondo l’ipotesi degli investigatori della polizia di Capodistria, il figlio avrebbe soffocato la madre con un cuscino e poi avrebbe appiccato il fuoco alla casa nel tentativo di cancellare le tracce del delitto. L’autopsia, eseguita venerdì mattina, ha confermato che la donna è morta di morte violenta.
Mentre la casa bruciava, l’uomo era già lontano. La polizia slovena è riuscita perfino a parlargli al telefono, ma lui si è rifiutato di dire dove si trovasse. È scattata così una vasta caccia all’uomo, con un elicottero, le unità cinofile e numerose pattuglie. Vista la vicinanza del confine, l’allerta è stata estesa anche alle forze dell’ordine italiane.
Ed è proprio in Italia che la corsa del 47enne si è interrotta. Al volante della sua auto aveva varcato il confine, ma un controllo sulla targa da parte dei carabinieri di Latisana ha fatto emergere la segnalazione internazionale. Disarmato, non ha opposto resistenza. La vettura è stata posta sotto sequestro e messa a disposizione delle autorità slovene per i rilievi scientifici, mentre le tracce raccolte sulla scena del crimine sono ora al vaglio del laboratorio forense nazionale di Lubiana.
Venerdì è arrivato il mandato d’arresto europeo emesso dalla Slovenia, che ne chiede la consegna. Nei confronti di Tomšič è già stata presentata una denuncia per omicidio: il codice penale sloveno prevede una pena non inferiore ai 15 anni di carcere.



