“Ha schiaffeggiato mia figlia”: mamma picchia la maestra durante il colloquio

L’insegnante è finita al pronto soccorso con un trauma cranico. La donna è stata denunciata, ma sostiene di essere stata provocata e di essersi difesa.

Taranto – Doveva essere un incontro chiarificatore tra genitori e insegnante, uno di quelli che si fissano per ricucire la fiducia e fare luce su un episodio poco chiaro. Si è chiuso invece con una maestra al pronto soccorso e una madre denunciata. È accaduto nella mattinata di lunedì 19 ottobre all’istituto comprensivo Giambattista Vico, nel cuore del quartiere Tamburi, dove la mamma di un’alunna si sarebbe scagliata contro la docente accusata di aver schiaffeggiato sua figlia, colpendola ripetutamente sotto gli occhi di colleghi e bambini.

La scena si è consumata in pieno orario di lezione. I genitori avevano un regolare appuntamento con l’insegnante, ma secondo la ricostruzione riportata da La Repubblica il confronto è degenerato in pochi istanti: dalle parole si è passati alle mani, con calci e pugni. Nella concitazione sarebbe rimasto coinvolto anche il marito della maestra, che l’aveva accompagnata a scuola.

Per riportare la calma sono dovuti intervenire i carabinieri della compagnia di Taranto. La docente è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata, dove una Tac ha evidenziato un trauma cranico: le sue condizioni, per fortuna, non sarebbero gravi. La donna è stata denunciata a piede libero e la Procura ha aperto un fascicolo.

Ma c’è un’altra verità, diametralmente opposta, che la famiglia affida all’avvocata Maria Letizia Serra. Tutto sarebbe cominciato venerdì 16 ottobre, quando la bambina, all’uscita dall’aula, sarebbe stata colpita da un’insegnante di sostegno. I familiari l’avrebbero vista uscire da scuola in lacrime, con dei segni sul corpo che hanno fotografato ma scelto di non diffondere per proteggerla. Non solo: secondo la legale, anche un’altra alunna sarebbe stata strattonata con forza, riportando ecchimosi a un braccio.

Da qui la richiesta del colloquio, fissato per il lunedì successivo. Stando alla versione dei genitori, l’insegnante si sarebbe presentata insieme al marito e avrebbe respinto con fermezza ogni accusa, negando di aver mai colpito la piccola. Il confronto si sarebbe acceso sempre di più, fino alla reazione della madre, che sostiene di essere stata provocata e di essersi difesa. La difesa contesta anche la versione fornita dalla docente al pronto soccorso e chiede che si tenga conto delle denunce della famiglia.

Due verità che oggi viaggiano su binari opposti. Spetterà ora agli inquirenti riavvolgere il nastro e stabilire cosa sia davvero successo: in quell’aula, venerdì, e in quel corridoio, lunedì mattina.