Incastrati dalle telecamere di sorveglianza mentre uno rovistava nelle valigie e il complice controllava le vittime.
Verona – La polizia di Stato ha arrestato due uomini di 49 e 63 anni, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di tentato furto aggravato ai danni di un automobilista in sosta presso un’area di servizio lungo l’autostrada A4, nel territorio del Comune di Sommacampagna. I due, approfittando della momentanea assenza degli occupanti della vettura, sono riusciti, con la complicità reciproca, ad introdursi nell’automobile utilizzando un particolare dispositivo elettronico, denominato jammer, in grado di interferire con il segnale del telecomando e di impedire la regolare chiusura del veicolo.
La segnalazione è giunta da una persona presente nell’area di ristoro, che aveva notato i due uomini aggirarsi tra le vetture parcheggiate e si era insospettita quando uno di loro era riuscito ad aprire la portiera di un’auto, per poi iniziare a rovistare in maniera frenetica nell’abitacolo e tra le valigie nel bagagliaio.
Gli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Verona Sud, giunti sul posto in pochi minuti, hanno individuato e identificato entrambi i sospettati che, alla vista della pattuglia, avevano cercato di confondersi tra i clienti dell’autogrill.
La successiva analisi delle immagini di videosorveglianza ha consentito ai poliziotti di ricostruire la dinamica del tentato furto: mentre uno dei due uomini seguiva i proprietari del veicolo all’interno dell’area di ristoro, informando il complice dei loro spostamenti, l’altro si introduceva nell’auto. Le stesse immagini hanno inoltre condotto gli agenti al rinvenimento e conseguente sequestro del jammer che uno dei due aveva tentato di nascondere tra la merce esposta nell’autogrill. Il funzionamento del dispositivo, dall’aspetto simile a una comune batteria portatile, è stato immediatamente confermato attraverso una prova effettuata dagli stessi poliziotti sull’automobile presa di mira.
Nel corso degli accertamenti, gli agenti hanno anche individuato la vettura utilizzata dai due complici, all’interno della quale, nella parte posteriore del sedile del conducente, era stato ricavato un doppio fondo, verosimilmente destinato a nascondere eventuali oggetti di provenienza illecita.
Alla luce degli elementi raccolti, entrambi gli uomini – uno dei quali era già stato denunciato lo scorso settembre per un analogo tentativo di furto, commesso con la medesima tecnica – sono stati arrestati per tentato furto aggravato in concorso.
Questa mattina il giudice, dopo la convalida di ambedue gli arresti, ha disposto nei confronti di entrambi la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Verona e ha rinviato l’udienza.



