Clochard dato alle fiamme mentre dorme al porto: ad aggredirlo un 13enne

Il ragazzino lo avrebbe cosparso di benzina per rubargli lo zaino. Incastrato dalle telecamere, non è imputabile.

Imperia – Dormiva nel buio del porto vecchio di Sanremo, con accanto lo zaino che custodiva tutto ciò che gli restava al mondo. È lì che, nella notte tra il 7 e l’8 ottobre, un clochard di 40 anni si è risvegliato tra le fiamme: qualcuno gli aveva cosparso le gambe di benzina e poi aveva appiccato il fuoco. Ad accendere quella scintilla di crudeltà, secondo le ricostruzioni, sarebbe stato un ragazzino di appena 13 anni.

Una sequenza agghiacciante, raccontata da alcuni testimoni. Poco prima dell’aggressione il giovanissimo sarebbe stato visto riempire una bottiglia di liquido infiammabile. Poi il gesto: il liquido gettato addosso al senzatetto addormentato, il fuoco acceso con un fiammifero e, nel momento più atroce, lo zaino strappato via mentre l’uomo si dimenava per spegnere le fiamme. Dentro c’erano tutti i suoi averi. Il movente, stando alle prime ricostruzioni, sarebbe proprio questo: un furto.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale della Capitaneria di porto. Il quarantenne è stato trasportato all’ospedale Borea di Sanremo con ustioni alle gambe: è rimasto ricoverato per due giorni, poi è stato dimesso.

A dare un volto all’aggressore sono state le telecamere di videosorveglianza del porto. Le immagini, passate al setaccio dai militari, hanno portato dritto al ragazzino che, come riporta Il Secolo XIX, vivrebbe con la madre in una comunità della zona.

Ma la giustizia, in questo caso, si ferma davanti a una soglia anagrafica. Per la legge italiana sotto i 14 anni non si è imputabili: il 13enne non potrà essere processato per quanto avrebbe fatto. Sull’accaduto restano in corso gli accertamenti dei carabinieri.

Non è la prima volta che chi vive per strada diventa bersaglio del fuoco. Lo scorso febbraio, a Roma, un 50enne era stato fermato per tentato omicidio dopo aver provato a dare fuoco a un clochard. Stavolta, però, a impugnare la bottiglia incendiaria sarebbe stato poco più di un bambino. Ed è questo il dettaglio che, a Sanremo, nessuno riesce a mandare giù.