L’agguato è maturato in un ambito familiare legato alla criminalità organizzata. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato una pistola detenuta illegalmente a casa di uno degli indagati.
Torino – La polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari custodiali, emessa dall’Ufficio Gip del Tribunale di Torino su richiesta della D.D.A. del capoluogo piemontese, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, a carico di due uomini, gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di tentato omicidio premeditato e porto illegale di arma in luogo pubblico, aggravati dal metodo mafioso.
Nel corso delle operazioni, uno dei due è stato inoltre arrestato in flagranza per detenzione illegale di arma da sparo.
Il provvedimento restrittivo è il risultato di un’attività investigativa coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dalla Squadra Mobile di Torino, avviata dopo le indagini svolte dai carabinieri di Chivasso immediatamente dopo i fatti sotto il diretto coordinamento della Procura della Repubblica di Ivrea guidata dalla procuratrice Gabriella Viglione.
Le indagini hanno preso avvio dall’agguato avvenuto il 30 giugno scorso, in pieno giorno, nel centro di Chivasso, dove un uomo era stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco, riportando gravi ferite alla coscia e all’avambraccio sinistri.
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’agguato, maturato nell’ambito di contrasti di natura familiare, sviluppatosi in un contesto criminale di matrice ’ndranghetista, e di individuare i presunti responsabili, delineando le condotte attribuite a ciascuno dei due indagati. Sulla base degli elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere per uno dei due uomini e gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per l’altro.
La necessità di intervenire, con sostanziale conclusione delle indagini, è stata determinata da un’allarmante “fuga di notizie” e dalla successiva, recente e altrettanto gravissima, pubblicazione su organi di stampa locali di notizie coperte da riserbo investigativo e in cui si è fatto riferimento a particolari investigativi sui quali erano in corso ulteriori accertamenti. Su questi fatti sono in corso distinte e ulteriori indagini da parte dell’autorità giudiziaria.

Inoltre, i tempi dell’intervento sono stati anticipati in ragione di quanto emerso durante il costante controllo degli indagati nel corso delle indagini, e in particolare di quanto emerso circa la manifestazione di propositi “ritorsivi” (per distinte vicende personali diverse dai fatti per cui si procede) manifestati dagli stessi nel corso di alcuni loro dialoghi.
La pericolosità dei due indagati è stata ulteriormente comprovata da un altro elemento investigativo emerso durante le operazioni. Infatti, presso l’abitazione del destinatario della misura degli arresti domiciliari è stata rinvenuta una pistola calibro 6,35, rifornita di munizioni e, dunque, pronta a fare fuoco. In relazione a tale circostanza, l’uomo è stato arrestato in flagranza per detenzione illegale di arma da sparo.



