Uno studio dell’Università di Toronto ribalta il luogo comune: a muoversi per primi, nella notte, sono quasi sempre gli umani.
Altro che quattrozampe irrequieto che ruba le coperte e rovina il riposo. A disturbare il sonno, nel letto condiviso tra uomo e cane, è quasi sempre il padrone. È il verdetto, destinato a far discutere milioni di proprietari, di uno studio dell’Università di Toronto pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One, che ribalta uno dei più radicati luoghi comuni sul rapporto notturno con il migliore amico dell’uomo.
Gli antropologi canadesi hanno seguito per quattro settimane 25 persone e i loro 38 cani – tutti husky e malamute dell’Ontario – facendo indossare agli umani un accelerometro al polso e agli animali un sensore identico fissato al collare. Un piccolo esercito di dispositivi, simili ai comuni braccialetti fitness, ha registrato minuto per minuto ogni movimento notturno lungo 777 notti.
Il risultato spiazza: condividere il letto con il cane non riduce in modo significativo né la durata né l’efficienza del sonno. In media i partecipanti dormivano 6 ore e 14 minuti a notte, con un’efficienza del 79%, numeri che non cambiavano a seconda che l’animale riposasse sul materasso, nella stessa stanza o lontano dal letto.
La vera sorpresa arriva dall’analisi dei movimenti. In 22 coppie su 36 (il 61%) uomo e cane si attivavano quasi in contemporanea, nell’arco di cinque minuti. Ma a dare il via alla danza notturna, nel 45% dei casi, era l’essere umano: solo nel 18% era il cane a muoversi per primo. Insomma, siamo noi a svegliare loro, e non viceversa.
C’è però un cortocircuito tra percezione e realtà. Quasi la metà dei padroni (il 48%) era convinto di dormire male per colpa dell’animale, e chi conviveva con più di un cane giurava di riposare peggio. Eppure gli strumenti raccontavano un’altra storia: nessun peggioramento oggettivo del sonno. A conferma del legame, il 72% dichiarava di sentirsi più al sicuro con il cane accanto.
Prudenza, però, è d’obbligo. Gli stessi autori frenano gli entusiasmi: il campione è ridotto, composto in prevalenza da donne, limitato a un’unica regione e a sole due razze, e privo di un gruppo di controllo di persone senza cani. Lo studio, dunque, non dimostra che dormire con il cane faccia bene: dice solo che, almeno in questo caso, non fa quel male che tutti gli attribuivano. Ricerche precedenti avevano puntato il dito contro il quattrozampe sotto le lenzuola. La parola definitiva, come sempre nella scienza, è rimandata.



