Trovato morto il 26enne scomparso a Morbegno

Lorenzo Bianchini era uscito sabato per una passeggiata in montagna e non è più tornato: il corpo è stato rinvenuto nelle acque del torrente Bitto.

Sondrio – C’è un silenzio che pesa più di qualunque parola, quello calato sulla comunità di Morbegno quando, poco prima delle 13 di lunedì, le speranze si sono spezzate contro l’epilogo che nessuno voleva. Lorenzo Bianchini, 26 anni, è stato trovato senza vita lungo la strada che da Morbegno conduce verso Bema, nelle acque del torrente Bitto. Due giorni di apprensione si sono infranti in un istante, lasciando una ferita che l’intero paese farà fatica a rimarginare.

Tutto era cominciato nel pomeriggio di sabato 10 ottobre. Lorenzo era uscito di casa come tante altre volte, incamminandosi a piedi lungo via San Rocco in direzione della Val Gerola, verso quei sentieri di montagna che era abituato a percorrere. Addosso soltanto una maglietta bianca e un paio di pantaloncini corti. Ma quella passeggiata non ha avuto ritorno.

A rendere tutto più angosciante, un dettaglio: il cellulare era rimasto in casa, impossibile dunque tentare di rintracciarlo. Quando il giovane non è rientrato, sono stati i familiari a lanciare l’allarme, dando il via a una disperata corsa contro il tempo.

Il torrente Bitto

Dalla mattina di domenica 11 ottobre è scattata una mobilitazione imponente: circa settanta soccorritori hanno setacciato i versanti compresi tra la Val Gerola e la Valle di Bema. In campo il soccorso alpino, la guardia di finanza, i carabinieri, i vigili del fuoco e la protezione civile, affiancati dalle unità cinofile – anche quelle molecolari – dai droni, dall’elisoccorso di AREU di Sondrio e da un elicottero dei pompieri.

Le ricerche si erano concentrate lungo l’asta del torrente Bitto e sul versante orobico, mentre la famiglia diffondeva la fotografia di Lorenzo nella speranza che qualcuno l’avesse incontrato. Fino al tragico ritrovamento di lunedì, che ha trasformato l’ansia delle ultime ore in un dolore senza fine.

Restano ora da chiarire le circostanze della morte: saranno gli accertamenti delle autorità competenti a ricostruire cosa sia accaduto nelle ore successive all’allontanamento. Ma per Morbegno, oggi, c’è spazio solo per il lutto e per il ricordo di un ragazzo di 26 anni che amava la sua montagna.