Il Pontefice ha annunciato ai fedeli di doversi operare nei prossimi giorni. L’appello: “Mi affido alla vostra preghiera”.
Roma – C’è un attimo di silenzio irreale in Piazza San Pietro, poco dopo mezzogiorno di domenica, quando Papa Leone XIV si affaccia dalla finestra del Palazzo Apostolico e, al termine dell’Angelus, pronuncia le parole che gelano i fedeli. Il Pontefice confida al mondo di avere un nodulo al polmone e di aver già deciso di operarsi nei prossimi giorni. Nessun comunicato filtrato, nessuna indiscrezione: è lui stesso, con voce ferma, a dare la notizia alla sua gente.
“Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone”, ha spiegato il Papa. Un nodulo che, ha subito tenuto a precisare, è stato individuato “in una fase molto iniziale e ben localizzato”. Non un fulmine a ciel sereno, dunque, ma una scoperta precoce che lascia ben sperare.
“I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo”, ha proseguito Leone XIV. “L’intervento è già programmato per i prossimi giorni”. Poche frasi, asciutte, chiuse da una richiesta che ha commosso la piazza: “Vi ringrazio per la vostra vicinanza spirituale. Mi affido alla vostra preghiera! Buona domenica”.
A rendere la notizia ancora più inattesa è lo stato di salute del primo Papa americano della storia. Robert Francis Prevost, 71 anni, non ha mai avuto patologie note ed è conosciuto per uno stile di vita sorprendentemente attivo: le partite di tennis settimanali e le nuotate nella residenza estiva di Castel Gandolfo.
Resta ora un’incognita che pesa sull’agenda vaticana: il viaggio apostolico in programma dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù, il primo grande pellegrinaggio del Pontefice in America Latina. Non è ancora chiaro se l’operazione e la convalescenza costringeranno a rivedere l’itinerario.
Intanto, da ogni angolo del mondo, cresce l’ondata di affetto per un Papa che, con disarmante semplicità, ha scelto di affidare la propria fragilità alle mani dei medici e alle preghiere dei fedeli.



