Villa Pamphili: niente perizia psichiatrica per Francis Kaufmann

La Corte d’Assise di Roma ha respinto l’istanza della difesa: l’imputato è idoneo a stare in giudizio.

Roma – Nessun vizio di mente né elementi clinici tali da giustificare un nuovo accertamento. La Prima Corte d’Assise di Roma ha sciolto la riserva e rigettato l’istanza avanzata dai legali di Francis Kaufmann, l’uomo accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, trovate senza vita il 7 giugno dello scorso anno a Villa Pamphili. La richiesta della difesa mirava a valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputato, ma i giudici l’hanno ritenuta del tutto priva di fondamento.

A determinare la scelta dei giudici sono state precise valutazioni mediche e comportamentali maturate in ambito carcerario. Dal suo rientro nel luglio 2026, l’americano è costantemente seguito dagli specialisti del Dipartimento di salute mentale con visite e colloqui psicologici in lingua inglese, svolti con una frequenza di almeno cinque incontri a settimana. Da questa continua osservazione non è emerso alcun elemento idoneo a sostenere una sua incapacità processuale.

La Corte ha inoltre evidenziato l’assenza di dati oggettivi che possano far pensare a un’incapacità mentale al momento dei delitti. Già la relazione medica dello scorso 24 giugno segnalava come l’imputato avesse reiterato la richiesta di scarcerazione in cambio di denaro, dichiarandosi vittima di uno scambio di persona e sostenendo di essere un cittadino britannico somigliante a Rexal Ford, nome da lui stesso utilizzato. Tali condotte non sono state considerate sintomatiche di un disturbo capace di incidere sulla sua imputabilità o sulla capacità di stare in giudizio.

Senza la necessità di un nuovo accertamento peritale, l’iter giudiziario prosegue spedito verso il verdetto. La prossima udienza si terrà il 26 ottobre con la requisitoria del pubblico ministero Antonio Verdi, che formulerà le richieste di condanna della Procura, a cui faranno seguito le tesi delle parti civili. Infine, il 5 novembre prenderà la parola l’avvocato difensore Paolo Foti, giornata in cui è prevista anche la pronuncia della sentenza.