Dà fuoco al letto della suocera dopo la lite, incastrata dalla telecamera

Una 21enne ha appiccato le fiamme alle lenzuola con un accendino. La padrona di casa, collegata via app allo smartphone, ha visto tutto e spento il rogo.

Taranto – Ci sono rancori che covano sotto la cenere per mesi, pronti a divampare nel modo più vile: una fiamma appiccata di nascosto, tra le lenzuola di chi ti ha aperto la porta di casa. È lo scenario da incubo sfiorato in un’abitazione di Taranto, dove una ragazza di appena 21 anni avrebbe trasformato una vecchia lite in un gesto da brivido, dando fuoco al letto della futura suocera. A sventare il peggio è stato l’occhio implacabile di una telecamera nascosta, che ha immortalato ogni istante di quella ritorsione e ha trasformato la giovane da ospite a imputata.

Tutto nasce da una discussione furibonda scoppiata tra le due donne. La suocera “in pectore”, come riporta Il Quotidiano di Puglia, aveva aperto le porte di casa alla ragazza che da tempo frequentava il figlio, ma quell’ospitalità sarebbe stata ripagata nel peggiore dei modi. Dopo il litigio, la 21enne si sarebbe diretta nella camera da letto della padrona di casa e, armata di un accendino, avrebbe dato fuoco alle lenzuola.

A tradirla, però, è stata la tecnologia. Nella stanza la donna aveva piazzato una telecamera di sicurezza, collegata in tempo reale a un’app sullo smartphone. Proprio quelle immagini le hanno permesso di accorgersi del rogo e di correre a domarlo con diverse secchiate d’acqua, salvando la casa dalle fiamme sul nascere.

Il video è finito sul tavolo del Pubblico ministero Lorella Lucia Ragusa, insieme alla denuncia della suocera. Nel racconto messo a verbale, la donna ha ricordato anche un altro incendio, divampato l’anno precedente nella casa di sua madre: anche quel giorno, a suo dire, in quell’abitazione c’era la stessa giovane.

Ora sulla ragazza pende l’accusa di tentato incendio. La 21enne è difesa dall’avvocato Salvatore Difonzo, mentre la madre del fidanzato, parte offesa, è assistita dall’avvocato Alessandro Scapati e quasi certamente si costituirà parte civile. Nei prossimi giorni il caso approderà davanti al Gup Francesco Maccagnano, chiamato a decidere sul rinvio a giudizio.