Compiti a casa, il MIM vieta le consegne serali e nel weekend

La nuova nota del Ministero impone il ritorno al diario e alla comunicazione in classe.

Per quasi un ragazzo su quattro l’estate appena passata è iniziata con i compiti già quasi finiti sulla carta e si è conclusa con una raffica di notifiche. Il 23% degli studenti sentiti da Skuola.net ha raccontato di aver ricevuto la parte più corposa del lavoro quando le vacanze erano già cominciate da un pezzo, e complessivamente il 54% ha trovato sul registro, dopo l’ultima campanella di giugno, qualcosa che in classe non era stato detto. Per il 31% si è trattato di un carico aggiuntivo rispetto a quanto annotato durante le lezioni. Solo il 46% ha chiuso l’anno con tutto già in mano.

È proprio contro questa abitudine che il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha inviato alle scuole una nota già valida per il 2026/2027. Il divieto riguarda gli inserimenti sul registro elettronico dal tardo pomeriggio in poi e nei fine settimana, giudicati un modo per costringere alunni e genitori a tenere d’occhio la piattaforma a ogni ora. I compiti dovranno essere comunicati in aula prima del suono della campanella, con un ritorno al diario cartaceo come strumento principale. Ai docenti è stato chiesto di programmare insieme le verifiche per evitare che se ne accumulino più di una nello stesso giorno, mentre i dirigenti sono stati invitati a promuovere momenti di stacco dai dispositivi digitali. Il ministro Giuseppe Valditara ha spiegato che l’obiettivo è una scuola che educhi al metodo e alla responsabilità, senza pesare sul tempo libero di studenti e famiglie.

La fotografia scattata dal portale, che raccoglie periodicamente le testimonianze di centinaia di alunni delle medie e delle superiori, dice che la regola tradizionale è ormai l’eccezione. L’ultimo monitoraggio, di qualche mese fa, indicava che soltanto il 24% degli studenti riceve i compiti esclusivamente durante le ore di lezione. Il resto vive una scuola che continua fuori dall’aula: il 62% si vede assegnare spesso lavoro extra nel pomeriggio o nel weekend, tramite registro, mail o chat, e per un ulteriore 14%, circa uno su sette, il grosso dello studio domestico viene comunicato sistematicamente a lezioni concluse. Sono i numeri che hanno reso la stretta, di fatto, il tentativo di riportare la maggioranza a ciò che oggi vale per una minoranza di studenti su quattro.