Omicidio Colapietro: i 3 indagati finiscono in carcere

Il giudice per le indagini preliminari non ha convalidato il fermo, perché non ritiene ci sia il pericolo di fuga.

Torino – Per l’omicidio del 39enne Fabio Colapietro, il Pm aveva proceduto con decreto di indiziato di delitto nei confronti di tre persone: un 26enne, una 22enne e un’insegnante 47enne. Al primo è contestata la pesantissima accusa di omicidio e soppressione di cadavere, alle altre due quella di favoreggiamento per quest’ultimo capo d’imputazione. Ora è arrivato il pronunciamento del giudice.

La vittima era stata trovata nella notte tra il 24 e il 25 settembre scorso, dopo la chiamata al NUE di una donna che sosteneva che il figlio avesse aggredito una persona. Nell’appartamento di via Gulli, a Torino, gli investigatori hanno fatto la macabra scoperta. Il corpo del 39enne era stato smembrato e parti del cadavere erano state messe in buste nere, altre in secchi e ricoperte di cemento a presa rapida.

Il 26enne avrebbe ammesso le proprie responsabilità, sostenendo che si è trattato di una rapina finita male. Le indagini per ricostruire l’esatta dinamica, tuttavia, sono ancora in corso. Intanto il Gip del tribunale di Torino si è pronunciato con ordinanza.

Il magistrato non ha convalidato il fermo degli indagati, non ritenendo sussistente il concreto pericolo di fuga, ma ha applicato nei loro confronti la misura cautelare della custodia in carcere per le contestazioni per le quali era stata avanzata richiesta da parte della Procura della Repubblica.