Il ragazzino è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, in prognosi riservata.
Brescia – C’è un pallone che rotola via, la corsa istintiva di un bambino per riprenderlo e, in quella manciata di secondi, una tragedia che rischia di spezzare una vita appena cominciata. È successo a Collebeato, piccolo comune alle porte di Brescia, dove un ragazzino di appena 12 anni è stato travolto da un autobus di linea mentre inseguiva il suo pallone finito in mezzo alla strada. Le sue condizioni sono gravissime: è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, in prognosi riservata.
Tutto si consuma poco dopo le 18 di domenica 20 settembre in via Taramelli, una tranquilla zona residenziale del paese. Il bambino, residente a Collebeato, sta giocando quando il pallone gli sfugge e rotola sull’asfalto. Lui lo rincorre d’istinto, sbucando all’improvviso sulla carreggiata, proprio nell’attimo in cui sopraggiunge un mezzo di Brescia Trasporti.
La conducente se lo ritrova davanti in una frazione di secondo. Una frenata, la sterzata verso sinistra, il tentativo disperato di scansarlo. Ma la distanza è ormai troppo ridotta. L’urto è frontale e violentissimo, tanto da mandare in frantumi il parabrezza. Dopo l’impatto il piccolo cade a terra e finisce sotto il mezzo, mentre l’autobus completa la sua corsa verso nord, in direzione di via Aldo Moro. Sotto la ruota anteriore resta il sangue sull’asfalto, testimonianza cruda di ciò che è appena accaduto.
L’allarme scatta immediato. In via Taramelli arrivano ambulanza e automedica, mentre a circa 500 metri, nell’area dell’ex Cembre, atterra l’elisoccorso in codice rosso. Le ferite del bambino appaiono subito troppo gravi: dopo le prime cure viene stabilizzato e trasportato d’urgenza a Bergamo, in pericolo di vita.
Sul posto si raccoglie in pochi minuti mezzo paese. “Quando siamo usciti di casa il ragazzino era cosciente“, racconta un residente. A recuperare il pallone, finito sotto un’auto parcheggiata a bordo strada, è un altro ragazzo. Poi lo stridore degli pneumatici di un’auto arrivata a tutta velocità: è il padre del bambino, che corre disperato verso il figlio.
Ora la ricostruzione è nelle mani dei carabinieri, intervenuti subito dopo l’investimento. Hanno raccolto le testimonianze dei presenti e gli elementi utili a chiarire cosa sia successo in quei pochi, terribili secondi. Due i nodi da sciogliere: la velocità dell’autobus e la possibilità concreta di evitare l’impatto una volta comparso il ragazzino sulla strada.