Pedopornografia online, 10 arresti: scoperti mille utenti

Due anni di indagini hanno svelato una rete privata su Telegram. Sequestrati oltre 22mila video e 34mila immagini.

Venezia – Una complessa attività investigativa avviata nel 2024 nell’ambito dell’operazione “FLY TRAP” della polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) del Servizio polizia postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha portato all’esecuzione di 6 misure cautelari, di un fermo di indiziato di delitto e all’arresto di 10 persone in flagranza di reato per la detenzione di un’ingente quantità di materiale pedopornografico, a seguito delle 23 perquisizioni locali, personali ed informatiche disposte dalla Procura della Repubblica nei confronti dei soggetti indagati, sia in qualità di amministratori che di semplici membri, dell’associazione per delinquere finalizzata alla detenzione, commercio, divulgazione e pubblicizzazione di ingenti quantitativi di materiale pedopornografico oggetto della presente indagine.

Le investigazioni sono state avviate dal C.N.C.P.O nel 2024 a seguito delle informazioni condivise, nell’ambito della cooperazione internazionale, dall’Agenzia statunitense Homeland Security Investigations (HSI) relative alla presenza su Telegram di un gruppo privato denominato ‘New Saga’, dedito alla diffusione di materiale pedopornografico. Le attività investigative effettuate e l’analisi delle transazioni in criptovaluta utilizzate per accedere alla comunità, consentivano di identificare uno degli amministratori, un ventiquattrenne campano, poi sottoposto a perquisizione personale, locale ed informatica nel mese di maggio 2024 e di avviare, una complessa attività espletata in modalità sotto copertura.

Grazie all’attività investigativa, protrattasi incessantemente dal 2024 al 2025 con la collaborazione dell’Agenzia statunitense HSI e in raccordo con la competente A.G., personale specializzato del C.N.C.P.O riusciva a creare nel tempo un rapporto fiduciario con gli amministratori fino ad ottenere un accredito da ‘co-amministratore’ all’interno dei diversi gruppi di pedopornografia, spesso creati in diverse versioni, dopo la chiusura, con nomi fantasiosi per assicurarne l’anonimato e la riconoscibilità dai soli partecipanti (New Saga-La Zanzara 2, con le versioni 3 e 4 – renew).

Per scongiurare il pericolo di monitoraggio da parte delle FF.OO. venivano utilizzati dagli amministratori ‘canali privati esclusivi’ per lo scambio informativo ed organizzativo, uno di questi nominato ‘La Sala dei Re’, a sottolinearne il contesto di potere nel quale gli amministratori dei gruppi Telegram ritenevano di operare.

Le investigazioni hanno documentato in maniera dettagliata l’esistenza di un’articolata organizzazione composta da diversi amministratori con compiti di gestione e promozione dei diversi gruppi creati per la diffusione del materiale pedopornografico, di predisposizione dei servizi connessi per assicurare l’anonimato e per criptarne il contenuto, tra questi quelli di cloud e di server virtuali, di moderazione dei contenuti, di creazione di bot, programmi automatizzati capaci di gestire i numerosi utenti, per garantire la continuità della comunità anche in caso di chiusura dei gruppi o perdita degli account.

L’attività operativa consentiva di accertare la creazione di una comunità online privata, strutturata e organizzata, con rigorose regole, composta da oltre 1.009 partecipanti, accessibile mediante pubblicazione di un link dedicato per raccogliere più utenti, la cui permanenza era consentita previo pagamento in criptovaluta di modiche somme di denaro (definite donazioni) o condivisione di materiale nuovo di pedopornografia.

I membri ricevevano supporto diretto e costante dagli organizzatori anche con la condivisione di risorse informatiche necessarie per assicurare l’anonimato e custodire il materiale illecito diffuso, anche in forma criptata, per evitarne la perdita. Le metodologie adottate dagli amministratori avevano prodotto un accrescimento del volume dei database di materiale di pedopornografia disponibile. Solo nel corso dell’attività sotto copertura gli investigatori hanno acquisito circa 282,9 gigabyte di materiale illecito, con oltre 22 mila video e 34 mila immagini.

Le indagini, mediante l’utilizzo di elevate ed innovative tecniche di de-anonimizzazione, hanno permesso di identificare i soggetti coinvolti ed acquisire elementi indiziari a fondamento della richiesta della Procura di Roma delle 6 Ordinanze di Custodia Cautelare in carcere emesse dal Gip di Roma, di cui una sostituita con quella degli arresti domiciliari per lo stato di salute dell’indagato, eseguite il giorno 15 u.s., nei confronti di 3 amministratori italiani, residenti nella provincia di Napoli, Barletta e Verona e di un cittadino svizzero, come organizzatori/promotori e nei confronti di 2 soggetti, residenti nella provincia di Messina e di Genova, come partecipi, per aver condiviso e detenuto in un archivio informatico una ingente quantità di materiale pedopornografico.

I 22 utenti italiani, di cui 10 attivi anche nella condivisione di materiale, sono stati destinatari di provvedimenti di perquisizione locale, personale ed informatica. Le operazioni, nella medesima giornata, si sono concluse con l’arresto in flagranza di reato di 10 soggetti perché trovati in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico, video ed immagini di minori anche in tenera età, materiale illecito abilmente occultato, di difficile accesso, protetto in cartelle anche crittografate per impedirne il ritrovamento, ancora in corso di quantificazione. Tra gli arresti in flagranza figurano 6 soggetti residenti nelle Province di Torino Milano e Padova, uno rispettivamente della Provincia di Fermo, Cagliari, Palermo, e Treviso, di cui pochi con precedenti specifici ed altri insospettabili autori.

L’esecuzione dei provvedimenti ha visto la partecipazione di oltre 100 operatori specializzati della polizia postale e per la Sicurezza Cibernetica dei Centri Operativi e delle dipendenti Sezioni Operative di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trento e Venezia con la collaborazione di personale dei Gabinetti Interregionali di polizia scientifica territorialmente competenti, nonché la presenza, come osservatori, di operatori dell’HSI, presso obiettivi ritenuti di particolare interesse operativo.

Cospicuo il materiale informatico sequestrato con circa 200 dispositivi (smartphone, tablet, pc, hard disk) e il materiale illecito di pedopornografia sottratto ai mercati e alle piattaforme di scambio a livello internazionale.

La cooperazione giudiziaria avviata per l’esecuzione della misura custodiale e della perquisizione locale, personale ed informatica, eseguita nei confronti del cittadino svizzero dalla Polizia cantonale, con la partecipazione di due operatori del C.N.C.P.O e con la collaborazione di personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, ha consentito di acquisire ulteriori elementi investigativi per l’identificazione di un ulteriore amministratore, il cui profilo era già emerso per la sua partecipazione attiva, segnalata anche nella documentazione probatoria a fondamento della misura custodiale. Nella notte del 16 u.s, il predetto, un ventiseienne incensurato, individuato nella Provincia di Cremona, a termine della perquisizione eseguita da personale della Polizia Cibernetica della Lombardia, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto con un provvedimento dell’autorità giudiziaria capitolina, emesso in tempi rapidissimi.

Nel corso delle attività di indagine sono state inoltre individuate 996 utenze riconducibili a Paesi esteri le cui risultanze investigative sono state condivise dal C.N.C.P.O alle competenti autorità, attraverso i canali di cooperazione internazionale, con il supporto info-operativo di Europol e la collaborazione di Interpol, per l’attivazione delle procedure di identificazione delle vittime e della loro messa in sicurezza secondo le procedure di cooperazione.

Diversi Paesi hanno attivato i canali della cooperazione internazionale con il C.N.C.P.O per lo scambio informativo, eseguendo arresti di soggetti identificati sul gruppo ‘New Saga’, allo stato attuale non più attivo.