Addio a Marley, il labrador eroe che cercava i dispersi sotto le macerie

Per dieci anni il cane ha lavorato al fianco del conduttore Dante Mariucci. Fu tra i soccorritori del sisma del 2016 e del ponte Morandi.

Macerata – C’è un fiuto che per dieci anni ha significato speranza tra le macerie, e adesso si è spento per sempre. È morto Marley, il labrador del nucleo cinofili dei vigili del fuoco delle Marche che ha passato l’intera vita a cercare le persone disperse là dove nessun uomo, da solo, poteva arrivare. A dargli l’ultimo, commosso saluto sono stati il Comando provinciale di Macerata e l’intero Corpo nazionale, che hanno voluto ricordare il cane capace di trasformare il proprio naso in una missione di soccorso.

La storia di Marley è quella di un compagno di lavoro instancabile. Aveva prestato servizio operativo dal novembre 2013 all’aprile 2023, sempre accanto al suo conduttore, il capo reparto oggi in pensione Dante Mariucci. Un legame lungo dieci anni, fatto di addestramento quotidiano, esercitazioni e lunghe attese, che li aveva resi una squadra inseparabile, pronta a partire a ogni chiamata.

Grazie a un fiuto eccezionale e a un addestramento rigoroso, il labrador è diventato una risorsa preziosa negli scenari di emergenza più drammatici della cronaca recente. Il suo nome resta legato soprattutto a due tragedie che hanno ferito l’Italia intera: le ricerche dei dispersi dopo il terremoto del Centro Italia dell’agosto 2016 e, due anni più tardi, lo scenario apocalittico del crollo del ponte Morandi, a Genova, nell’agosto del 2018.

Ma la sua non è stata soltanto una vita fatta di grandi catastrofi. Marley ha lavorato senza sosta anche in decine di ricerche di persone disperse in superficie: quelle operazioni meno raccontate dai telegiornali ma altrettanto delicate, sulle tracce di anziani smarriti, escursionisti scomparsi, persone di cui si erano perse le notizie.

Con il pensionamento di Mariucci, nel 2023, anche Marley aveva appeso al chiodo il pettorale, godendosi una meritata quiescenza. Oggi che se n’è andato, i vigili del fuoco lo piangono come uno di loro. Perché dietro ogni persona ritrovata tra le macerie c’era anche lui: quattro zampe, un naso instancabile e una fedeltà che nessuna medaglia potrà mai ripagare.