Voleva un maschio, per anni ha picchiato moglie e figlia: ora è in cella

Il coltello alla gola della moglie e gli schiaffi alla bimba di 9 anni che la difendeva. Madre e piccola salvate con il “Codice Rosso”.

Reggio Emilia – Cinque anni di paura consumati tra le mura di casa, a colpi di insulti, oggetti scagliati e minacce. Cinque anni durante i quali un marito e padre, accecato dall’alcol e da un rancore grottesco – non aveva mai perdonato alla moglie di avergli dato una figlia femmina invece del maschio che sognava – ha trasformato la propria famiglia in un incubo quotidiano. Ora quel 51enne di origine indiana, residente a Castelnovo di Sotto nella Bassa Reggiana, ha varcato il cancello del carcere: la condanna è diventata definitiva e per lui si sono spalancate le porte della cella.

I fatti, ricostruiti dai carabinieri della Stazione di Castelnovo di Sotto, si sono consumati tra il luglio 2018 e l’aprile 2023. Un lungo calvario domestico fatto di violenze fisiche e verbali. L’uomo, spesso in stato di abituale ubriachezza, accusava la moglie di avere un amante, la insultava e la denigrava. E covava un livore mai spento: la nascita di una bambina al posto del figlio maschio che desiderava.

Le aggressioni erano quasi all’ordine del giorno. Le scagliava contro sedie, mattarelli e suppellettili della cucina. In un’occasione l’ha colpita al volto con una sedia, procurandole un taglio sopra il sopracciglio e strappandole i capelli. Ma il peggio doveva ancora arrivare.

È il 2 aprile 2023 quando la furia dell’uomo tocca il culmine. Ubriaco, per futili motivi, punta un coltello alla gola della moglie. Lei, nel disperato tentativo di allontanare la lama, l’afferra con le mani e si recide i tendini della mano destra: novanta giorni di prognosi e un intervento chirurgico. In quegli istanti terribili la figlia di appena 9 anni si getta in difesa della madre, implorando il padre di fermarsi. Per tutta risposta viene spinta con forza contro il frigorifero e colpita con uno schiaffo in pieno volto.

È l’ultimo, atroce episodio che spezza la catena della paura. Madre e figlia riescono a fuggire dall’abitazione, trovando prima rifugio da una vicina di casa e poi chiedendo aiuto ai carabinieri. Scatta il Codice Rosso: le due vittime vengono collocate in una struttura protetta, finalmente al sicuro. I militari sequestrano il coltello, ascoltano i testimoni e denunciano l’uomo.

La giustizia ha fatto il suo corso. Con la sentenza del Tribunale di Reggio Emilia, emessa il 1° aprile 2026 e divenuta definitiva il 31 luglio, il 51enne è stato condannato a 3 anni e 9 mesi di reclusione, oltre a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali gravissime. Il 9 settembre l’ordine di carcerazione, poi l’arresto. Ora dovrà scontare la pena dietro le sbarre. Per la moglie e per quella bambina, invece, comincia il lungo cammino per tornare a vivere senza più paura.