Negli ultimi cinque anni i prezzi del carrello sono saliti del 30%. L’indagine de Il Sole 24 Ore svela i numeri della stangata alle famiglie.
Fare la spesa sta diventando un vero e proprio salasso. Chiunque metta piede al supermercato lo sa: fare i conti con lo scontrino è un terno al lotto, e i numeri parlano chiaro. Negli ultimi cinque anni, riempire il carrello in Italia è diventato un salasso da capogiro, con un’impennata dei prezzi vicina al 30%. Altro che stime ufficiali sul costo della vita. Qui siamo ben oltre il 21% dell’inflazione generale: riempire la dispensa costringe ormai le famiglie a fare i salti mortali.
I conti in tasca agli italiani li ha fatti Il Sole24ore, mettendo sotto la lente d’ingrandimento 31 prodotti base per una famiglia tipo. La fotografia è inequivocabile: se nel 2021 bastavano 100 euro per la spesa settimanale, nel 2026 ce ne vogliono 129,5. A far tremare i polsi è il conto dell’ortolano. L’olio d’oliva ha preso il volo con un +47%, ma è la verdura di tutti i giorni a dare la mazzata finale. Per farsi un sugo al pomodoro tocca sborsare il 45% in più, per un contorno di patate il 44% e per le melanzane il 41%. Persino la moka mattutina ha un sapore amaro: il caffè costa il 51% in più.
Sulla frutta, poi, è un rebus. Il paniere de Il Sole24ore, limitandosi a mele e banane, fissa l’aumento a un abbordabile +14%. Ma la realtà, come certifica l’Istat, viaggia su ben altri binari, con un rincaro medio del 28,6%. Basta provare a mettere in borsa qualcosa di diverso dai grandi classici per prendere una bella scoppola: le fragole viaggiano a un inavvicinabile +48%, i limoni segnano un +37% e le arance non scherzano con un +31%. Insomma, la sensazione condivisa tra le corsie del supermercato è una sola: fare la spesa sta diventando roba da ricchi.