Due borseggiatori agivano in coppia e un giovane aveva droga nello zaino: cinque gli arresti da parte della polizia.
Roma – Scambi d’intesa tra complici capaci di “rompere” la calca, teli utilizzati come “paravento” e zaini-depositi itineranti della droga: sono i dettagli della criminalità underground emersi nel corso di distinti interventi degli agenti del Nucleo PolMetro della Polizia di Stato, che hanno portato all’arresto di cinque persone, una delle quali destinataria di un pregresso ordine di carcerazione.
I primi a finire in manette, a San Giovanni, sono stati due uomini di nazionalità romena.
A catturare l’attenzione dei poliziotti sono stati i loro movimenti sospetti, accompagnati da sguardi d’intesa, nei pressi dei tornelli.
Decisisi a seguirli, gli agenti li hanno osservati in azione mentre, individuata la vittima da agganciare in un anziano, si sono divisi i ruoli di esecutore materiale e di palo, sfilandogli il cellulare dalle tasche dei pantaloni in un breve frangente. Quando poi hanno raggiunto l’ingresso della stazione nella convinzione di essere rimasti inosservati, è scattato il blitz al momento del “passaggio di testimone” del telefono. Per entrambi è scattato l’arresto per il reato di furto aggravato in concorso.
Il terzo arrestato è stato neutralizzato in flagranza a Termini. In questo caso, la vittima, accortasi di essere stata derubata del portafoglio, è riuscita ad agganciare il presunto autore, che, a pochi passi da lei, manteneva ancora tra le mani un telo utilizzato come schermo per sottrarre la manovra ad occhi “indiscreti”. L’uomo, un cittadino romeno quarantunenne, è stato immediatamente fermato dal personale di vigilanza e successivamente arrestato dai poliziotti per furto aggravato.
Sempre sulla linea A, nei pressi di Vittorio Emanuele, un ordinario controllo di polizia a margine della banchina metropolitana è sfociato, nel giro di pochi minuti, nell’accompagnamento in carcere di un cittadino romeno di quarantanove anni, risultato gravato da un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, relativo a precedenti reati di natura predatoria. Dovrà espiare una pena di un anno, sei mesi e 28 giorni di reclusione.
L’ultimo a finire in manette è stato un pusher intercettato presso la stazione metropolitana di Centocelle. Il giovane, un ventiduenne di nazionalità colombiana, ha catturato l’attenzione degli agenti quando, seduto sulla scalinata d’ingresso, ha manifestato un evidente nervosismo alla vista delle pattuglie. Una volta avvicinatolo, è stato il forte odore acre proveniente dallo zaino che aveva con sé a determinarne la perquisizione personale, conclusasi con il sequestro di oltre 120 grammi di stupefacente -tra marijuana e hashish- insieme a 100 bustine trasparenti, ritenute destinate al confezionamento delle dosi. È ora gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’autorità giudiziaria.