“Il gioco sacro”: la passione per il calcio secondo Pasolini

Al Castello di Padernello va in scena lo spettacolo tratto da “Reportage su un dio”, una delle pagine meno conosciute dello scrittore.

Brescia – Il 4 dicembre 2025 avrebbe compiuto 103 anni Pier Paolo Pasolini, e proprio a partire da una delle sue pagine meno note – l’articolo-racconto “Reportage su un dio” – nasce “Il gioco sacro”, oratorio per voce sola e coro da stadio che approda al Castello di Padernello, il maniero quattrocentesco della Bassa Bresciana che da vent’anni è tornato a essere presidio culturale vivo per l’intero territorio. Liberamente tratto dal testo pasoliniano e riscritto da Albert Ostermaier con il titolo The Holy Game, lo spettacolo è diretto e interpretato da Riccardo Festa, con le musiche eseguite dal vivo da Francesco Forni.

Pasolini amava il calcio con un amore profondo e per nulla scontato: giocava partite interminabili, tifava per il Bologna, ne studiava moduli e formazioni, ne scriveva. Coglieva nel gioco del pallone una dimensione collettiva e rituale – la stessa che oggi anima gli stadi e le tifoserie – capace di sconfinare nel sacro: un culto laico con i suoi eroi, i suoi riti, le sue liturgie domenicali.

È da qui che Ostermaier fa ripartire la propria scrittura, trasformando un monologo interiore in un’autentica preghiera all’uomo e alle sue contraddizioni. Sul palco, Riccardo Festa insegue il fantasma di un personaggio che si allontana da Pasolini per costruire e decostruire, davanti al pubblico, le molte interpretazioni possibili del testo. Accanto a lui, il musicista Francesco Forni diventa insieme coro da stadio e orchestra, un contrappunto tragico che traduce il lirismo sacro nelle sonorità concrete della domenica sportiva.

La scena accoglie le opere dell’artista visivo Cristiano Carotti, che con la sua ricerca sull’iconografia ultras – già protagonista della personale “Dove sono gli ultras” – indaga la linea sottile tra sacro e profano nel mondo del tifo. I costumi di Giuseppe Avallone evocano invece gli immaginari della cinematografia pasoliniana, componendo una mappatura scenica complementare al testo di Ostermaier.

Ne risulta un’ode disperata al calcio come kosmos: la denuncia dell’omofobia, del culto del denaro, della perdita di senso ed etica, ma anche, e soprattutto, lo smarrimento del sacro nella confusione di chi, nel gioco del pallone, aveva intravisto la possibilità di sentirsi ancora fratelli.

Il Castello di Padernello è oggi molto più di un monumento: è un centro culturale attivo tutto l’anno, che ospita mostre, concerti, rassegne teatrali e incontri letterari nel cuore della Bassa Bresciana. Le sue sale, il salone cinquecentesco, lo scalone, la cappella gentilizia, il ponte levatoio ancora funzionante offrono una cornice suggestiva – sospesa tra epoche diverse – perfettamente in sintonia con la dimensione metafisica e rituale che “Il gioco sacro” porta in scena.

Evento inserito nel progetto Itinerari culturali in Castello come soggetto di rilevanza
regionale. I biglietti si possono acquistare direttamente sul sito del Castello di
Padernello: www.castellodipadernello.it/eventi/il-gioco-sacro/