Scoperto un sistema ben articolato attivo tra l’Italia e la Slovenia, finalizzato a mascherare il traffico illecito.
Brescia – Al termine di una complessa attività d’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia e il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare personale nei confronti di 2 soggetti, indagati responsabili delle violazioni di cui agli artt. 452 quaterdecies c.p. (traffico illecito di rifiuti), 8 D.Lgs. 74/2000 (emissione di fatture per operazioni inesistenti). I due soggetti sono stati destinatari della misura, rispettivamente, della custodia cautelare degli arresti domiciliari e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Nel dettaglio, le investigazioni hanno consentito di disvelare l’esistenza di un gruppo operante nella provincia bresciana che avrebbe posto in essere condotte di traffico illecito di rifiuti (metalli ferrosi) ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, finalizzate a mascherare l’illecito traffico, per un valore complessivo pari a circa 6.000.000 di euro.
In particolare, i soggetti, attraverso l’eterodirezione di società cartiere italiane ed estere (di diritto slovacco), avrebbero occultato un cospicuo commercio di rottami ferrosi in condizioni tali da non consentire la tracciabilità dell’iter del materiale ceduto, integrando la condotta di traffico illecito di rifiuti, generando un profitto pari a circa 5.000.000 di euro.