Per punire la donna che lo aveva accusato di maltrattamenti avrebbe assoldato un vecchio killer del clan appena uscito dal carcere. La DDA ha bloccato il piano.
Caserta – Voleva zittirla per sempre, quella ex compagna che aveva avuto il coraggio di denunciarlo per le botte e le violenze. E per farlo si sarebbe rivolto a un vecchio boss dei Casalesi, appena tornato in libertà dopo una vita passata dietro le sbarre. È lo scenario agghiacciante ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha fatto scattare cinque fermi prima che il progetto di morte potesse trasformarsi in tragedia.
Al centro dell’inchiesta c’è Vincenzo Russo, pregiudicato di Casoria, indicato dagli inquirenti come il presunto mandante. Secondo l’accusa, l’uomo non avrebbe sopportato le denunce presentate dalla sua ex per i maltrattamenti subiti durante la relazione, e avrebbe deciso di vendicarsi nel modo più brutale: eliminarla.
Per portare a termine il delitto, Russo si sarebbe rivolto ad Andrea Autiero, 65 anni, ritenuto elemento di spicco della fazione Russo-Schiavone del cartello dei Casalesi, un tempo referente della federazione mafiosa a Gricignano d’Aversa. Un nome pesante: alle spalle ha oltre vent’anni di carcere, parte dei quali trascorsi al durissimo regime del 41 bis. L’incarico per l’omicidio, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato affidato il 22 aprile.
Ma il curriculum criminale contestato ad Autiero non si ferma alla ex di Russo. Gli uomini dell’Arma e la Procura Antimafia gli attribuiscono anche due gravi episodi intimidatori avvenuti nel Casertano: avrebbe aperto il fuoco contro il distributore di carburante del sindaco di Gricignano d’Aversa e sparato colpi di pistola contro un “sale e tabacchi” dello stesso comune.
I provvedimenti sono stati eseguiti lunedì dai carabinieri di Caserta. Durante una perquisizione i militari hanno sequestrato un assegno da mille euro e 6mila euro in contanti. Il 65enne è finito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, e dovrà rispondere di tentato omicidio e dei due episodi intimidatori.
Il cerchio si chiude su altri due nomi. Oltre a Russo e Autiero, il fermo riguarda anche Aniello De Luca e Giuseppe Severino, che per gli inquirenti avrebbero avuto un ruolo nel piano criminoso.
Ora la parola passa al Giudice per le indagini preliminari, chiamato a valutare la convalida dei fermi e a decidere sulla custodia cautelare. Dietro il linguaggio asettico dei provvedimenti resta la storia di una donna che ha denunciato e che, senza il lavoro degli investigatori, avrebbe potuto pagare con la vita quel coraggio.