“Aiuto, mamma sta picchiando papà”: la telefonata disperata della figlia al 112

Arrestata per maltrattamenti in famiglia una 46enne: la donna ha preso a schiaffi, calci e pugni il marito di 74 anni.

Perugia C’è una voce di bambina che squarcia il silenzio di un’abitazione qualsiasi e arriva dritta, tremante, fino alla centrale del 112. “Aiuto, mamma sta picchiando papà”: poche parole, gridate al telefono, che hanno fatto scattare l’allarme e portato in manette una donna di 46 anni, finita in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. La vittima delle sue violenze non era però un uomo indifeso qualunque, ma il marito settantaquattrenne, colpito senza pietà davanti agli occhi terrorizzati della figlia.

È accaduto a Perugia, dove i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia del capoluogo umbro, affiancati dalla squadra di intervento operativo del sesto battaglione mobile Toscana, si sono precipitati nell’abitazione della famiglia dopo la richiesta d’aiuto lanciata al numero unico di emergenza.

Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, la 46enne avrebbe travolto il coniuge con una furia cieca, riempiendolo di schiaffi, calci e pugni. Un pestaggio talmente violento che l’anziano è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari, che lo hanno medicato con una prognosi di cinque giorni.

Giunti sul posto, i militari hanno raccolto quelli che l’Arma definisce “gravi elementi probatori“, ritenuti sufficienti per procedere all’arresto in flagranza. Previa comunicazione al magistrato di turno della Procura della Repubblica, la donna è stata condotta e rinchiusa nel carcere di Perugia-Capanne, in attesa della convalida.

A rompere il muro di silenzio che spesso avvolge le mura domestiche è stata proprio la figlia della coppia, capace in un momento drammatico di trovare il coraggio di comporre quel numero e chiedere aiuto per il padre. Un gesto che ribalta l’immagine consueta della violenza domestica e ricorda che le vittime non hanno età né genere.

Un concetto che gli stessi carabinieri hanno voluto ribadire nella nota diffusa dopo l’intervento: “L’evento costituisce l’ulteriore occasione per suggerire alle potenziali vittime o testimoni di segnalare tempestivamente alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria episodi simili, così da consentire di mettere in campo le necessarie e immediate misure predisposte nella lotta alla violenza di genere, per ricevere aiuto e protezione”.