La segretaria nazionale richiama i dati EFFIS e chiede un piano straordinario di manutenzione per contrastare siccità, eventi estremi e perdita di biodiversità.
L’emergenza climatica è ormai evidente: ogni anno le ondate di calore diventano più intense, gli eventi meteorologici estremi più frequenti e migliaia di ettari di patrimonio boschivo e naturale vengono distrutti dagli incendi. Con l’avanzare della siccità e di estati sempre più torride, la situazione è destinata a peggiorare.
Secondo i dati del sistema europeo di monitoraggio satellitare EFFIS (European Forest Fire Information System), nel solo 2026 in Italia sono già bruciati 12.590 ettari di territorio, il 26% in più rispetto alla media dello stesso periodo tra il 2006 e il 2025. Le regioni più colpite confermano una tendenza strutturale: Sicilia, Calabria e Campania rappresentano oltre il 70% della superficie forestale bruciata nel Paese.
“L’Italia non può più considerare gli incendi come una calamità stagionale imprevista. L’unica soluzione è la prevenzione“, commenta Silvia Guaraldi, segretaria nazionale Agricoltura FLAI CGIL. “Non si può continuare ad agire solo nell’emergenza, quando le fiamme divorano boschi, montagne, pinete e aree protette, mettendo a rischio vite umane, fauna e sistemi biologici di immenso valore”.
La prevenzione, sottolinea Guaraldi, passa dal rafforzamento e dalla stabilizzazione degli organici del comparto idraulico‑forestale, per garantire interventi lungo tutto l’anno: pulizia dei boschi, messa in sicurezza del territorio, manutenzione ordinaria e costante per fronteggiare eventi atmosferici sempre più violenti, oltre al lavoro strategico di rimboschimento contro il cambiamento climatico.
“Un piano straordinario di manutenzione del territorio, a partire dalle aree boschive, non è solo necessario: è ormai non più rinviabile», conclude Guaraldi. «Servono risorse adeguate per una sfida strategica per il futuro del Paese, per salvaguardare le sue meraviglie e sostenere un ecosistema fragile, troppo a lungo trascurato. Questo piano deve passare dalla valorizzazione dell’occupazione nel settore: organici adeguati, professionalità riconosciute, stabilità del personale e, dove necessario, turn‑over garantito”.