Nuovo processo in vista per Daniela Santanchè

La Procura di Milano ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini all’ex ministra e ad altre 15 persone per i fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl.

Milano – Daniela Santanchè dovrà fare i conti con un terzo filone giudiziario parallelo, che si affianca ai procedimenti già aperti sulla vicenda Visibilia e sulla presunta truffa ai danni dell’Inps. L’inchiesta, coordinata dai Pm Luigi Luzi e Guido Schininà con l’aggiunto Roberto Pellicano, coinvolge oltre alla parlamentare di Fratelli d’Italia altre 15 persone e una società, e la chiusura delle indagini apre ora la strada a una possibile richiesta di rinvio a giudizio.

Tra i capi d’imputazione più gravi figura quello di truffa aggravata ai danni dello Stato, legato a un finanziamento da 2,7 milioni di euro ottenuto da Invitalia nel 2021, oltre a crediti d’imposta collegati: si tratta, secondo l’impianto accusatorio, delle stesse misure di sostegno alle imprese introdotte durante l’emergenza Covid già al centro del filone Inps e anche in questo caso gli inquirenti ritengono che il finanziamento non fosse dovuto.

Il grosso del fascicolo riguarda però una lunga serie di ipotesi di bancarotta e falso in bilancio legate ai fallimenti delle quattro società. Al centro della ricostruzione c’è una plusvalenza da 11,8 milioni di euro considerata fittizia, generata nel passaggio societario tra Ki Group Holding e la controllata Ki Group srl, un’operazione nella quale vengono contestati falsi in bilancio e un attivo gonfiato. Sempre sul fronte dei conti, gli inquirenti hanno ricostruito una distribuzione di 4,1 milioni di dividendi tra i soci della holding a fronte di un risultato netto d’esercizio di appena 2 milioni: una spartizione di utili, secondo l’accusa, che di fatto non esistevano, a cui si aggiungerebbero compensi agli amministratori ritenuti sproporzionati rispetto ai bilanci reali.

L’atto contesta inoltre un’ipotesi di bancarotta per distrazione riferita a due finanziamenti erogati da Banca Progetto nel 2020 per un totale di 2 milioni di euro, che secondo i Pm sarebbero stati utilizzati non per gli scopi dichiarati ma per sostenere i bilanci delle società riconducibili a Santanchè e ai suoi soci, oltre a un’ipotesi di bancarotta per dissipazione e ad aumenti di capitale ritenuti fittizi.