Dramma in sala parto: Ausl condannata a maxi risarcimento

Il tribunale condanna l’azienda a pagare quasi quattro milioni di euro alla famiglia. Il neonato ha subito lesioni cerebrali gravissime.

Reggio Emilia – Circa 3 milioni e 750mila euro di risarcimento. È questa la cifra che l’Ausl di Reggio Emilia dovrà versare alla famiglia di un bambino nato con gravissimi danni neurologici all’ospedale Santa Maria Nuova. A stabilirlo è stata una sentenza di primo grado del Tribunale, come riportano la Gazzetta di Reggio e il Resto del Carlino.

Al centro del procedimento c’è un parto avvenuto nel gennaio del 2020. La madre, alla seconda gravidanza, era stata ricoverata dopo la rottura prematura delle membrane. Per avviare il travaglio le venne somministrata ossitocina, con dosaggi aumentati progressivamente nelle ore successive seguendo uno schema firmato dall’ostetrica. La situazione, però, sarebbe diventata sempre più delicata. Nonostante il peggioramento del quadro clinico, non venne disposto il cesareo e si procedette con il parto naturale, concluso con l’utilizzo della ventosa ostetrica.

Secondo quanto emerso durante il processo, il neonato avrebbe subito una grave mancanza di ossigeno che gli ha causato danni neurologici permanenti. Oggi il bambino vive con una tetraplegia: per stare seduto necessita di un deambulatore, utilizza il pannolino e comunica soprattutto attraverso i gesti.

Per il consulente medico-legale incaricato, un intervento cesareo avrebbe potuto evitare la sofferenza fetale acuta che ha portato alle conseguenze riportate dal piccolo. Il giudice ha inoltre sottolineato un altro aspetto: la madre, se fosse stata informata in modo completo dei possibili rischi legati all’induzione del parto con ossitocina dopo un precedente cesareo, probabilmente non avrebbe dato il consenso a proseguire con quella procedura.

Durante il giudizio l’Ausl ha sostenuto che il consenso informato fosse stato raccolto regolarmente e ha indicato come possibile causa dell’ipossia un distacco focale della placenta, ritenuto imprevedibile. Dopo la decisione del Tribunale, l’azienda sanitaria non ha rilasciato dichiarazioni, spiegando di voler prima attendere le motivazioni della sentenza per valutare un eventuale ricorso.