Le autorità italiane hanno avviato le verifiche per accertare se la salma ritrovata nei pressi di Bengasi appartenga a Mimmo Piepoli.
Porto Cesareo – Sono trascorsi oltre due mesi dalla scomparsa di Domenico “Mimmo” Piepoli, il 39enne di Erchie sposato e padre di due figli che il primo maggio si era allontanato dalla costa di Porto Cesareo per una sessione di kitesurf, senza più farvi ritorno.
L’uomo, appassionato di sport acquatici, si trovava quel giorno nel tratto di mare della Baia Grande, tra Torre Chianca e Torre Lapillo, quando le condizioni meteorologiche erano diventate improvvisamente proibitive per la forte tramontana che soffiava sulla zona. Gli investigatori ritengono che le raffiche di vento possano averlo trascinato al largo, rendendogli impossibile rientrare a riva. Da allora erano scattate ricerche estese, che avevano coinvolto la Guardia costiera, la Guardia di Finanza e la Marina militare, oltre a numerosi volontari mobilitatisi con le motovedette lungo la costa: un impegno protrattosi per giorni senza però restituire alcuna traccia del kitesurfista.
Ora, a distanza di settimane, arriva una possibile svolta dalla Libia. Lungo il litorale nei pressi di Bengasi è stato infatti ritrovato un cadavere che, per le caratteristiche riscontrate, potrebbe corrispondere a quello di Piepoli. A dare l’allarme sarebbe stato un pescatore della zona e la segnalazione è stata raccolta dall’Unità di soccorso marittimo Hatem Belhaj Ali, come riferito da alcune testate libiche che hanno diffuso per prime la notizia, poi girata anche alle autorità italiane.
A insospettire chi ha esaminato il ritrovamento è stata soprattutto l’attrezzatura, in particolarea tavola a cui era agganciato il corpo. A questo si aggiunge che la salma, ridotta ormai a uno stato scheletrico per il tempo trascorso in mare, indossava ancora la muta da sub. La combinazione di questi elementi ha portato a ipotizzare fin da subito un’origine europea del corpo. La salma è stata nel frattempo trasferita in ospedale, dove si procederà alle verifiche mediche e legali necessarie a una identificazione definitiva, che dovrà passare attraverso l’esame del Dna.
A ricostruire la catena di segnalazioni che ha portato al collegamento con il caso Piepoli è stato il Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi OdV, che in un post pubblicato sui social ha spiegato come alcuni lettori attenti alla propria pagina siano riusciti a individuare la corrispondenza con la scheda già pubblicata sulla scomparsa del kitesurfista. Il Comitato ha raccontato di essersi attivato immediatamente per girare l’informazione ai carabinieri di Erchie, già titolari delle indagini, e di aver scelto di contattare direttamente la moglie dell’uomo per evitare che venisse a conoscenza della possibile corrispondenza tramite social o stampa.
Al momento l’identità del corpo ritrovato non è ufficialmente confermata e resta dunque necessario attendere l’esito degli accertamenti scientifici prima di poter chiudere, con certezza, il caso della scomparsa in mare del 39enne di Erchie.