Oltre alle conseguenze sulla popolazione, la nube tossica provocò la morte di oltre 80mila animali. Mattarella sarà presente alle commemorazioni al Bosco delle Querce.
Seveso – Il 10 luglio 2026 ricorre il cinquantesimo anniversario del disastro della Icmesa di Meda, uno dei più gravi incidenti industriali e ambientali della storia europea. Alle 12.37 del 10 luglio 1976 una nube contenente diossina TCDD, tra le sostanze più tossiche conosciute, fuoriuscì dallo stabilimento chimico contaminando un’ampia area tra Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio, con pesanti conseguenze per l’ambiente e la salute pubblica.
Tra le vittime della tragedia ci furono anche gli animali, spesso dimenticati nel racconto di quei giorni. Secondo le stime ufficiali, oltre 80mila esemplari – tra animali domestici, da allevamento e fauna selvatica – morirono direttamente per la contaminazione oppure furono abbattuti per impedire l’ingresso della diossina nella catena alimentare. Altri esemplari furono impiegati negli studi scientifici per comprendere gli effetti della sostanza tossica sugli organismi viventi.

I resti degli animali e i materiali contaminati furono sepolti in vasche impermeabilizzate nell’area che, dopo un lungo intervento di bonifica, sarebbe diventata il Bosco delle Querce, oggi simbolo della rinascita ambientale del territorio.
Proprio il Bosco delle Querce ospiterà il 10 luglio le celebrazioni ufficiali del cinquantesimo anniversario, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e delle istituzioni locali. Parteciperà anche una delegazione di ENPA Monza e Brianza, che ricorderà le migliaia di animali vittime del disastro.
A cinquant’anni dall’incidente, il parco è tornato al centro del dibattito pubblico per il progetto di ampliamento della Pedemontana Lombarda, che interesserà una porzione dell’area verde. Associazioni ambientaliste e comitati esprimono preoccupazione per l’impatto sull’ecosistema e sul valore simbolico del luogo, mentre la società autostradale evidenzia le opere di mitigazione e compensazione ambientale previste.

Il disastro di Seveso lasciò anche un’importante eredità normativa: dalla tragedia nacque infatti la Direttiva Seveso, la legislazione europea che impone rigorosi controlli agli impianti industriali a rischio per prevenire incidenti rilevanti e tutelare salute, ambiente ed ecosistemi.
A mezzo secolo di distanza, il ricordo delle vittime umane e animali continua a rappresentare un monito sulla necessità di coniugare sviluppo industriale, sicurezza e tutela dell’ambiente, affinché tragedie come quella del 1976 non si ripetano più.