Medici nelle case di comunità, arriva l’accordo

Via libera all’intesa tra regioni e sindacati: i medici di famiglia saranno presenti nelle nuove strutture territoriali.

Roma – Dopo un lungo braccio di ferro tra regioni, sindacati e governo, è arrivata la fumata bianca sull’organizzazione dei medici di famiglia nelle case di comunità, strutture considerate centrali nella riorganizzazione della sanità territoriale finanziata dal Pnrr.

L’intesa, raggiunta tra la Sisac e le sigle sindacali Fimmg e Fmt con il successivo via libera del Ministero dell’Economia, arriva proprio sul filo di lana: entro il 30 giugno dovranno infatti essere operative oltre mille Case di comunità sparse sul territorio nazionale.

In concreto, i medici di medicina generale saranno chiamati a garantire fino a sei ore settimanali di presenza nelle nuove strutture, distribuite durante l’anno. L’obiettivo è chiaro: offrire ai cittadini un punto di riferimento più vicino e, allo stesso tempo, alleggerire il peso che oggi grava sui pronto soccorso.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha ribadito il ruolo centrale dei medici di famiglia, sottolineando come la loro presenza all’interno delle case di comunità sia fondamentale perché sono i professionisti che conoscono meglio i pazienti. Secondo il ministro, questo modello contribuirà a costruire una sanità più moderna, più vicina ai cittadini e maggiormente orientata alla prossimità delle cure, aiutando allo stesso tempo a ridurre la pressione sui pronto soccorso.

Non tutti, però, vedono l’accordo allo stesso modo. Se da una parte la Fimmg parla di una scelta fatta con senso di responsabilità per non mettere a rischio i fondi europei e rispettare gli impegni del Pnrr, dall’altra Smi e Snami hanno deciso di restare alla finestra e non firmare. Secondo i due sindacati, il nuovo assetto rischia di cambiare profondamente il rapporto tra medici di famiglia e Servizio sanitario nazionale, mettendo mano a un modello che finora ha retto l’intera medicina territoriale.