Era già finito al centro delle cronache nel 2025 per una clamorosa evasione dal carcere della Dozza di Bologna.
Cassino – Nuovo episodio di violenza in carcere che vede protagonista Andrea Cavallari, uno dei componenti della cosiddetta “banda dello spray” condannato in via definitiva per la strage di Corinaldo. Secondo quanto denunciato dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), il detenuto avrebbe appiccato un incendio all’interno del carcere San Domenico di Cassino per poi aggredire due agenti intervenuti durante le operazioni di emergenza.
Cavallari sta scontando una condanna a 11 anni e 10 mesi di reclusione per la tragedia avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, nelle Marche, dove persero la vita sei persone e altre 59 rimasero ferite durante il fuggi fuggi generale provocato dall’utilizzo di spray urticante prima del concerto di Sfera Ebbasta.
Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, il detenuto avrebbe dato fuoco a uno sgabello presente nella cella del reparto Isolamento. Il fumo si sarebbe rapidamente diffuso nel primo piano della sezione, costringendo il personale penitenziario ad attivare le procedure di sicurezza e a trasferire i detenuti nelle aree passeggio.
Durante le operazioni di evacuazione, Cavallari avrebbe improvvisamente aggredito un giovane agente, in servizio da pochi giorni, colpendolo con pugni e schiaffi. Poco dopo, all’arrivo di un collega intervenuto per prestare aiuto, il detenuto avrebbe impugnato una gamba di tavolo recuperata dalla cella e lo avrebbe colpito ripetutamente alle gambe e alla schiena.
I due poliziotti penitenziari sono stati medicati e refertati. Per loro i sanitari hanno stabilito prognosi rispettivamente di cinque e sette giorni. Cavallari era già finito al centro delle cronache nel 2025 per una clamorosa evasione dal carcere della Dozza di Bologna. Il detenuto non aveva fatto ritorno dopo un permesso ottenuto per discutere la tesi di laurea, venendo successivamente rintracciato e arrestato.