I finanzieri hanno ispezionato circa 90 attività economiche nei week end di febbraio, marzo e aprile.
Treviso – Al fine di imprimere un più deciso impulso al contrasto al lavoro nero e irregolare nelle giornate di maggior afflusso di clientela, i Reparti della Guardia di Finanza operanti nella marca trevigiana hanno ispezionato circa 90 attività economiche nei week end di febbraio, marzo e aprile, scoprendo 40 lavoratori “in nero” e 11 irregolari.
Fra i lavoratori “in nero”, figurava un cameriere di un ristorante del coneglianese che però beneficiava, illegalmente, della “NASpI” (contributo di disoccupazione) per circa 5.500 euro. Il predetto è stato pertanto denunciato alla Procura della Repubblica di Treviso per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. Dovrà rispondere anche del conseguente danno erariale che sarà accertato dalla Corte dei Conti.
La Procura della Repubblica di Treviso è stata poi interessata dai finanzieri di Castelfranco Veneto anche per procedere nei confronti di due imprenditori: il primo, titolare di un salone di barbiere e parrucchiere, impiegava illegalmente un cittadino marocchino non in regola con il permesso di soggiorno.
In questo caso, i militari – coordinandosi con la Questura di Treviso – hanno avviato le procedure utili al rimpatrio del soggetto, che risultano al momento sospese perché il medesimo ha nel frattempo presentato domanda di protezione internazionale. Il secondo imprenditore deferito all’Autorità Giudiziaria trevigiana è un ristoratore che faceva lavorare, come cameriere, un quindicenne che non aveva peraltro ancora assolto gli obblighi scolastici.
Quindici locali pubblici sono stati poi segnalati all’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente per l’emissione dei provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Ciò, in relazione alla particolare gravità delle violazioni in materia giuslavoristica riscontrate durante le ispezioni.