Otto borseggi in poco più di un mese, per un bottino totale che supera i 30mila euro in contanti, a cui si aggiungono borse di lusso, gioielli e dispositivi elettronici.
Fiumicino – Sapeva esattamente chi prendere di mira e perché. I viaggiatori cinesi in partenza dall’aeroporto di Fiumicino portano spesso con sé grandi somme in contanti, denaro che preferiranno cambiare in yuan solo una volta rientrati in patria. Un’abitudine che “Karim il marsigliese” conosceva bene e che ha sfruttato sistematicamente per mesi, fino a quando la Polaria non gli ha messo le manette ai polsi.
Karim è un cittadino algerino di 41 anni che si presentava come francese, privo di domicilio fisso a Roma. Tra il primo febbraio e il 22 marzo scorso ha messo a segno almeno otto furti nel terminal partenze dello scalo romano, accumulando un bottino di oltre 30mila euro in contanti. A questa cifra vanno aggiunti il valore delle borse griffate, dei gioielli e degli apparecchi elettronici sottratti alle vittime e poi ceduti a ricettatori.
La sua storia giudiziaria recente racconta molto della difficoltà di tenere in carcere chi viene colto in flagranza per reati contro il patrimonio. Il 26 aprile la Guardia di Finanza di Fiumicino lo aveva arrestato sul fatto. Il giorno seguente il giudice lo aveva rimesso in libertà. Nel giro di poche ore, però, gli agenti della Polaria lo avevano già rintracciato e fermato nuovamente, questa volta con un’accusa ben più solida: un fermo di indiziato di delitto per l’intera serie di furti ricostruita nei mesi precedenti. Stavolta è finito direttamente in carcere.
Le indagini erano partite dalle denunce delle vittime e dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza dell’aeroporto, che hanno permesso agli investigatori della squadra giudiziaria della Polaria di collegare tra loro gli episodi e risalire all’identità del responsabile. Il quadro emerso è quello di un ladro metodico, che operava sempre nello stesso contesto e con le stesse modalità.
Tra i colpi più significativi, quello del primo febbraio ai danni di una donna cinese, derubata della borsa con dentro 10mila euro, e quello del 22 marzo, quando un’altra passeggera ha perso allo stesso modo una somma identica. L’8 febbraio è stata la giornata più intensa: tre vittime in un solo giorno, tra cui due cittadine cinesi e una donna peruviana, quest’ultima privata della borsa contenente oltre mille euro, carte di credito e gioielli in oro. Nella stessa occasione aveva colpito anche un passeggero italiano, sottraendogli una Louis Vuitton e un computer portatile.