Le immagini di sorveglianza di Piazza Fontana a Taranto ricostruiscono nei dettagli l’aggressione al 35enne maliano, ucciso a coltellate da un gruppo di sei giovani.
Taranto – Sono le 5.22 del mattino quando Bakari Sako compare nelle riprese di una telecamera di sorveglianza in Piazza Fontana, a Taranto. Spinge la sua bicicletta, ignaro di ciò che sta per accadergli. Quattro minuti dopo, il 35enne originario del Mali è già in fin di vita. A togliergli ogni speranza è una coltellata, anzi, tre, inferte da uno dei sei giovani che lo hanno accerchiato, picchiato e inseguito fino all’interno di un bar nelle prime luci dell’alba del 9 maggio scorso.
A ricostruire la dinamica dell’omicidio è la Squadra Mobile della polizia di Stato, grazie all’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona e alle testimonianze di alcuni presenti. Un lavoro investigativo che ha permesso di identificare e rintracciare tutti e sei gli aggressori: quattro minorenni e due maggiorenni, tutti fuggiti dopo il delitto.
Dalle immagini emerge una scena di violenza brutale e rapida. Una moto con due persone a bordo, vestite di scuro, raggiunge Sako e lo affronta con urla e gesti minacciosi, uno dei due arriva persino a simulare di puntargli contro una pistola. Poco dopo sopraggiungono altri due ragazzi. La vittima si toglie lo zaino e cerca di liberarsi dalla bicicletta per difendersi meglio. Ma il gruppo non lascia scampo: parte un pugno in pieno volto, poi calci e spintoni.
Sako riesce momentaneamente a divincolarsi e corre verso il Bar Piazza Fontana nel tentativo disperato di mettersi in salvo. Il branco lo insegue. Nel frattempo si aggiungono un quinto e un sesto aggressore. È in questo frangente che uno di loro estrae un coltello e colpisce l’uomo per tre volte.
Ferito a morte ma ancora in piedi, Bakari Sako riesce a entrare nel bar. Il titolare dell’esercizio, oggi indagato per favoreggiamento per non aver allertato le forze dell’ordine, ha dichiarato di aver rimproverato i ragazzi e intimato loro di uscire. Ma quattro di essi lo seguono all’interno e lo trascinano fuori, con una crudeltà agghiacciante: convinti che stesse solo recitando, gli rovesciano dell’acqua in faccia e gli sollevano le gambe. Poi scappano, lasciandolo agonizzante sul marciapiede.
Quando la polizia arriva in piazza, intorno alle 6.00, trova il corpo esanime di Bakari Sako. I soccorritori del 118, allertati alle 5.34, non possono fare nulla per salvarlo.
Il movente dell’aggressione rimane, al momento, del tutto sconosciuto. Una vita spezzata senza una ragione, nel tempo di un caffè.