Tra i feriti, due hanno subito l’amputazione delle gambe. Il presidente Mattarella è atteso nelle prossime ore in città, mentre si cerca ancora un movente.
Modena – Un sabato pomeriggio di primavera, il sole, la gente a passeggio. E poi il rumore sordo di una vettura lanciata a folle velocità tra i pedoni. È bastato poco per trasformare il cuore di Modena in un luogo di dolore e sgomento.
L’uomo al volante era Salim El Koudri, 31 anni, nato a Bergamo da famiglia marocchina, residente a Ravarino. Laureato in Economia, disoccupato, seguito dai servizi psichiatrici. Nessun legame accertato con ambienti estremisti, nessuna traccia di alcol o droghe nel sangue. Solo una storia personale difficile che si è trasformata in tragedia collettiva.
Il bilancio è pesante: otto feriti, quattro dei quali in gravi condizioni. A una donna di 55 anni sono state amputate entrambe le gambe; la stessa sorte è toccata a un altro dei feriti. Dopo lo schianto contro una vetrina, l’uomo ha tentato la fuga a piedi, colpendo con un coltello uno degli inseguitori prima di essere immobilizzato da quattro cittadini intervenuti con un coraggio che in pochi avrebbero trovato in quel momento.
Tra i primi a soccorrere i feriti c’era un ufficiale del 9° Reggimento paracadutisti “Col Moschin”, libero dal servizio, che ha applicato un laccio emostatico alla donna amputata tenendola in vita fino all’arrivo dei soccorsi.
El Koudri è ora accusato di strage e lesioni aggravate. La Procura di Modena ha disposto il fermo, mentre la DDA di Bologna segue il caso con attenzione, anche se l’ipotesi terrorismo resta sullo sfondo senza conferme.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato subito il sindaco Massimo Mezzetti, esprimendo vicinanza alla città e ringraziando i cittadini che hanno bloccato l’aggressore. Oggi è atteso a Modena in visita ufficiale. Dalla comunità islamica di Ravarino arriva invece sconcerto: l’imam locale dice di non aver mai incontrato Salim, pur conoscendo bene il padre, descritto come una persona rispettabile e laboriosa.